Per l’attaccante una stagione da dimenticare: prima sei mesi fuori rosa, poi la retrocessione a tavolino
Non certo un’annata da ricordare per Ettore Mendicino. Anzi, tutt’altro. L’ex attaccante del Cosenza ha iniziato la stagione a Monopoli, dove però è presto finito fuori rosa. A gennaio il trasferimento a Rimini ma la stagione dei biancorossi si è conclusa in beffa, con la retrocessione a tavolino seppur a pari punti col Fano. Mendicino ha scritto un lungo post sul proprio profilo Facebook:
Game over!
Si conclude l’anno sportivo più brutto fino ad oggi della mia carriera.
D’altronde, vedendo cosa si prospettava ad inizio settembre sarebbe stato difficile aspettarsi di meglio, ma non mi sarei aspettato di peggio, come poi in realtà è stato.
6 mesi fuori rosa, per motivi che forse un giorno qualche d’uno mi spiegherà, ma che non meritano ulteriori commenti.
Poi..
La decisione di una nuova sfida, obbligata, sfida consapevolmente difficile, scelta ponderata, seppur mai mi ero trovato ultimo in classifica.
Un bell’infortunio appena arrivato, una bella pandemia, e per finire una retrocessione a tavolino con 11 partite da giocare, perdendo tutto ciò su cui avevo scommesso, e dunque anche la possibilità di “morire” avendo provato a lottare.
Ma il calcio è così, non sono né il primo ne l’ultimo.
Ci si rimbocca le maniche e si ricomincia.
Non è certo la fine del mondo.
Ma permettetemi una considerazione:
Certo, trovarsi per l’unica volta nella propria carriera ultimo in classifica e vedersi retrocedere a tavolino, a differenza di trovarsi in una squadra prima e vedersi “regalare” facilmente una promozione, beh il filo è sottilissimo.
Sto filo se chiama Sfiga o Culo, decidete voi.
Poi se volete parlare di Governo, federazione, ricorsi etc, fate pure, ma non mi ripagherà di questo tempo vissuto così amaramente.
Detto questo.
Onore al Rimini, a differenza di altre squadre, (Ahimè ne ho girate parecchie)
Un ambiente speciale per tutte le persone che ne hanno fatto parte, dal Presidente al magazziniere, staff tecnico e ai miei compagni.
Non so se ci saremmo salvati sul campo, ma meritavamo di provarci, questo sì.
A prescindere da tutto, non ho idea di ciò che sarà in futuro, ma ci tenevo a ringraziare la città e la società,
è stato un vero e grande piacere farne parte.


