L’ex centrocampista interviene sul momento dei rossoblu: “È mancata la giusta attenzione nei momenti chiave”
Salvatore Miceli, ex centrocampista del Cosenza, intervenuto ai microfoni di TifoCosenza WebTV, ha detto la sua sul momento dei Lupi e in particolare sul problema dei gol incassati da calci piazzati: “Concordo con mister Occhiuzzi, il calcio è fatto di duelli. Credo sia mancata l’attenzione, la concentrazione in quei determinati momenti. Il Cosenza purtroppo ha una costante in questo campionato, ovvero non porre attenzione nei momenti cruciali della gara. Quando ero a Piacenza mister Cagni ci diceva sempre di prestare massima attenzione nei minuti iniziali e finali sia del primo che del secondo tempo. Sono i momenti in cui l’attenzione può calare. Purtroppo questa è una costante del Cosenza. Nella rifinitura prima della Salernitana mi trovavo a Cosenza e sono passato a salutare mister Occhiuzzi e il direttore Trinchera, con il quale ho giocato a Terni nel mio ultimo anno. Mentre preparavano i calci piazzati, sentivo il mister dire: “Forza ragazzi, è come se fosse la gara”. Sono cose che non sono forse da dire in una realtà di Serie B. Ma se mister Occhiuzzi, un allenatore serio, preparato, che ha fatto un miracolo sportivo, dice così…”.
Miceli fa quindi un parallelo con il passato: “Quando ho esordito in B, con mister Zaccheroni, ho avuto la fortuna di giocare con Marulla, De Paola, Ziliani, Negri. I grandi insomma. Luciano De Paola mi diceva: “Micio, io non voglio perdere neanche la partitella”. Perché se tieni la tensione alta negli allenamenti con i compagni, domenica il risultato arriva di conseguenza. Quindi do ragione a Occhiuzzi, non è una frase di circostanza. Il Cosenza ha sempre fatto il suo gioco, in casa e fuori, tranne Brescia e poche altre occasioni, che possono capitare. Ma quando ha segnato spesso non è riuscita a chiudere la gara e anzi ha subito il pareggio. E questo ahimé è un problema, un dato di fatto. Il calcio è fatto di numeri”.
Miceli giocò uno storico precedente: “Ricordo bene il successo di Venezia per 2-3 con la doppietta di Negri e il gol di Buonocore. La partita di domenica è aperta a tutti i risultati, il Cosenza ha sempre dimostrato di avere carattere. Nessuno l’anno scorso avrebbe scommesso un euro sulla salvezza. Il Venezia sta facendo un buon campionato, si trova nella sua meritata posizione. Ma il Cosenza deve tirare fuori tutto, gettare il cuore oltre l’ostacolo. Che sia di buon auspicio, quell’anno ci siamo ritrovati da metà classifica a penultimi a causa di 9 punti di penalizzazione. A Venezia mister Zaccheroni e Poggi, i due ex, dissero: “Se vinciamo vi offriamo una”. E dovettero pagarla. Quando lavori in costante emergenza, serve una squadra con gli attributi, e noi ce li avevamo. Se non li hai diventa tutto molto difficile. La Serie B è un patrimonio importante anche per la provincia. Finché siamo andati allo stadio c’era l’entusiasmo, i bar pieni, era un’economia. Cosenza merita minimo la Serie B, è l’unica squadra mai stata in A in Calabria. Questa cosa mi brucia dentro perché la città di Cosenza mi ha reso uomo”.
“Luciano De Paola, al secondo anno di ritiro, mi disse: “Micio, tutto quello che hai fatto l’anno scorso non vale più. Devi rimettere il coltello tra i denti e non pensare più a quello che è stato. Nel calcio non c’è riconoscenza”. Queste cose le diceva anche Marulla, il nostro simbolo. Nel calcio bisogna riconfermarsi ogni anno”.
“Prima della partenza per Salerno, dissi ad alcuni giocatori e allo staff che la squadra avrebbe fatto risultato. Sappiamo quanto si può essere scaramantici nel calcio, ma ne ero sicuro, me lo sentivo e l’ho detto. Non sono un fenomeno, ma una parola positiva a volte può aiutare. E lì il Cosenza è stato sfortunato, con il palo di Sciaudone. Falcone poi si è dimostrato il miglior portiere della Serie B, farà una carriera in A, è di un altro livello, è stato un grande colpo di Trinchera. Il risultato è arrivato. Con il Venezia ho raggiunto traguardi importanti ma da calabrese e cosentino ovviamente mi auguro che i rossoblu riescano ad azzannare l’avversario”, conclude Miceli.



Che disco stonato, pescivendoli, pescivendoli ecc. I cosentino di Cosenza città si credono sto c…o, ma siete zero, onore ai fratelli Reggini…
Non dimenticate che Marulla era reggino della provincia (Stilo) come anche Ettore Ghiozzi che vi sta tenendo a galla è reggino (Siderno), prima di sparare ca te a salve. Siete solo saliva
#SIETESOLOSALIVA
A Salerno come a Reggio terremotati e pescivendoli … mancu u Covid vi vo ‘ !! Cessi pubblici ????????
https://youtu.be/ETy3ApTndkc
Quando parlate di tifo…
Quando parliamo di pesciaioli ridicoli filo napoletani vorrai dire: 1 anno e mezzo fa venimmo in 700 disertavate lo stadio … terzultimi , contestavate Lotito… facile salire sul carro dei vincitori ??♂️????w Cosenza !! Te lo ricordi Marulla si??????
Vivi, vivi di ricordi, domani vi prendono a pallonate…
Ma che colpa abbiamo noi se sei nato pisciaio’ …. pisciao’ ??!! W Marulla e Salerno in serie C …
Pisciaturi
Salerno Salerno vaffa… o
Grande Micio!!! Sembra ieri che, dopo un gol, venivi ad esultare sotto la curva dove stavano i ragazzi di Amantea…. Un salutone Lupo d’altri tempi ❤️?
Ancora un’altro amicone del nostro misero mister,che si arrampica sul passato,non capendo un acca di calcio,lui che dice di conoscere il calcio,gli avvocati difensori nel calcio non ne vincono partite,ripeto fino all’assurdo,dopo un minuto che la partita e’finita,tutto cio’ e’gia’passato remoto,figurarsi un campionato,ancora con ste litanie,quello scorso e’ormai carta straccia,le cose non si ripetono,questo lo dicono i perdenti e i falliti,nel calcio,il grazie e le riconoscenze nel calcio non esistono,conta solo e soltanto il presente,ricordatelo,i ricordi non fanno goals