Cosenza, ascolta Braglia: “Il mio rapporto con Tutino tra arrabbiature e coccole”

L'ex allenatore dei Lupi ha allenato l'attaccante napoletano nell'anno della vittoria dei playoff di Serie C, poi in B: "Al Marulla si sente stimato e apprezzato. La Serie A? Per Gennaro è il momento giusto…"

Com’è ampiamente noto il Cosenza su Gennaro Tutino “ha un diritto di riscatto per circa due milioni e mezzo di euro”, ricorda il giornalista Pietro Scognamiglio in un articolo sull’edizione online de La Gazzetta dello Sport. Non passa in secondo piano il fatto che l’ambiente attorno ai Lupi stia “già premendo sul presidente Guarascio per sollecitarlo a un investimento che significherebbe alzare, decisamente, l’asticella delle ambizioni (altrimenti tornerebbe al Parma, che poi dovrebbe girarlo altrove). Al netto del destino del suo cartellino, però, Tutino a 27 anni pensa legittimamente a riprovarci in Serie A. Questa volta con validi argomenti”.

“E credo sia arrivato anche per lui il momento giusto”, analizza all’interno dell’articolo sulla rosea proprio Piero Braglia, il primo allenatore che l’ha fatto sentire giocatore vero tra i grandi, dopo i fasti delle giovanili. “Non è un caso che Gennaro abbia fatto così bene tornando a Cosenza – spiega con convinzione –, lì si sente stimato e apprezzato, ha sempre dato il meglio in contesti che l’hanno fatto sentire importante e non dove, penso a Parma, era uno tra i tanti giocatori importanti. Questo è stato un po’ il suo limite, ma credo adesso l’abbia superato. È arrivato alla piena maturità, come giocatore e come uomo, con due figli e una bellissima famiglia. A 27 anni, di limiti non deve più porsene”.

Braglia ricorda, come significativo rito di passaggio, il primo anno vissuto insieme a Cosenza, quello della promozione in B: “Il talento era fuori categoria, ma andava coccolato o stimolato a seconda dei giorni. Spesso dovevo farlo arrabbiare per tirargli fuori il meglio, ma gli volevo un bene dell’anima e lo sapeva anche lui. In quella stagione c’era anche mio figlio Thomas in squadra e a volte mi faceva presente, dall’interno dello spogliatoio, che Gennaro magari era rimasto male per qualche mio rimprovero. Allora provavo a coccolarlo per rimediare, ottenendo da questo lavoro psicologico sempre grandi risposte sul campo”.

“Gli allenatori, però, a volte non hanno tempo di entrare così a fondo nella testa di un singolo giocatore. Questo aspetto in carriera l’ha un po’ frenato, ma ora è giocatore e uomo fatto e finito. Chi lo prende, che sia il Cosenza riscattandolo o un’altra squadra, fa un affare”.

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Lupo76
Lupo76
1 anno fa

Sempre grazie mister Braglia.
Forza 🐺🐺🐺❤️💙❤️💙❤️💙

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