Il futuro immediato del Cosenza è legato al ricorso del club sulla penalizzazione e ovviamente a quanto accadrà sul terreno di gioco, a cominciare dalla partita di domenica al Marulla con la Sampdoria. Ma in queste ore si moltiplicano le voci sul fatto che il presidente Guarascio stia valutando la possibilità di cedere il club. Addirittura, secondo una indiscrezione pubblicata dal Quotidiano del Sud, ci sarebbe anche una persona di fiducia al fianco del patron.
Il nome venuto fuori è quello di Federico Maurizio D’Andrea, qualche anno fa vicino a un ritorno nella sua Calabria. Ex Guardia di Finanza, oggi manager di successo a tracciarne il suo profilo è stato Il Fatto Quotidiano del 18 novembre 2020. Che riproponiamo ai lettori di tifocosenza.it, profilo pubblicato proprio nei giorni in cui si vociferava di D’Andrea potesse essere il nuovo commissario della Sanità calabrese.
“L’ultimo identikit – scriveva Il Fatto Quotidiano -, che da più fonti viene dato come quello giusto per fare il commissario alla Sanità, è quello di Federico Maurizio D’Andrea, un uomo con due vite: una l’ha passata a dare la caccia a corrotti e corruttori, l’altra la trascorre a cercare i buchi dei bilanci di importanti società. Un incarico per il quale Nicola Gratteri non vede di buon occhio solo un bravo medico. Il motivo? Per il procuratore di Catanzaro (oggi ex, visto il trasferimento a Napoli, ndr) «il problema della Calabria non sono gli ospedali da campo, ma sono i buchi, le ruberie nelle Asp, l’acquisto dei materiali sanitari. Come commissario serve un manager capace a trovare questi buchi». In pratica ha tratteggiato l’identikit di D’Andrea”.
“Nato nel novembre di 61 anni fa a Cerchiara di Calabria, in provincia di Cosenza, D’Andrea è milanese d’adozione. Ed è proprio dal capoluogo lombardo che nelle ultime ore i rumors sulla sua possibile nomina si sono via via fatti sempre più fitti. Un ping pong di voci che dal centro di Milano arrivano a Roma, nei corridoi del potere, e poi fanno il tragitto inverso alla ricerca di conferme: fino a questo momento non ne è ancora arrivata alcuna. D’Andrea non è stato ancora contattato, ma il suo nome nei corridoi romani è stato fatto. Così come il suo curriculum: due lauree, in Giurisprudenza ed Economia, una prima trentennale carriera nella Guardia di Finanza e una seconda ancora in corso che lo vede apprezzato e inflessibile professionista al vertice di importanti società. Ma pure consulente del sindaco Giuseppe Sala, che lo ha scelto come componente della commissione per la Trasparenza del comune. Un incarico che non deve trarre in inganno: l’ex colonnello è considerato lontano da appartenenze e vicinanze politiche di qualsivoglia colore”.
“A Milano il manager gode infatti di una stima trasversale che affonda le sue radici nel passato nelle Fiamme gialle: enfant prodige della divisa antracite, vestita per la prima volta a 18 anni, negli anni ’90 è uno degli investigatori in prima linea nell’inchiesta su Mani pulite. È tra i detective più vicini a Francesco Saverio Borrelli, in quelli che per la Finanza sono anni duri: le indagini coinvolgono anche le Fiamme gialle, anzi le Fiamme sporche, cioè investigatori infedeli che incassano mazzette per chiudere gli occhi. D’Andrea di occhi ne tiene sempre aperti almeno due, ma si fa notare presto per grande attitudine alla leadership. “Tra le sue capacità, e lo si dica senza retorica, c’è quella di saper fare squadra“, ha scritto di lui Piero Colaprico, il giornalista che ha inventato “Tangentopoli”, nel senso che fu l’ideatore di quella parola destinata a fare la storia”.
“Dopo Mani Pulite, D’Andrea va a guidare il comando provinciale di Bergamo. Poi, nel 2006, viene chiamato da Borrelli come vicecapo dell’Ufficio Indagini della Figc ai tempi di Calciopoli. Quindi si spoglia della divisa per vestire gli abiti civili del libero professionista: revisore dei conti, commercialista, avvocato. Comincia ad essere richiesto da una serie d’importanti società per quella che è la sua specialità: scandagliare i bilanci a caccia di buchi nascosti. Tra il 2007 e il 2020 è direttore Audit del Telecom Italia, presidente di Sogei, di Olivetti, di Amsa, l’azienda che a Milano si occupa della raccolta dei rifiuti. È stato a capo dell’Organismo di Vigilanza di Metropolitane Milanesi, di Banco Bpm, di Banca Aletti, della Fondazione Fiera, della multi-utility A2A, società in cui siede anche nel consiglio d’amministrazione”.
In Calabria poi è tornato. Infatti per cinque mesi è stato commissario per la Zes (ZOna economica speciale). Ma il 13 luglio 2022 Gazzetta del Sud scriveva: “Non c’è pace per la Zona economica speciale. Nelle scorse ore il commissario Federico D’Andrea si è dimesso dall’incarico ricoperto. Il passo di lato arriva a cinque mesi dalla nomina – arrivata dopo mesi di vacatio, seguiti alla fine dell’esperienza targata Rossana Nisticò – firmata dalla ministra per il Sud, Mara Carfagna. Alla base della decisione assunta dall’ex ufficiale della Guardia di finanza ci sarebbero motivazioni personali”.



Dott D’Andrea, stimata persona, esemplare, seria, professionale
Guarascio a vita. Tutto il resto sono chiacchiere
Il dott. D’Andrea è un top manager e soprattutto una molto capace e stimata da tutti. Il presidente fa bingo con lui
Gua lascio
Se va via Guarascio diventa presidente Padre Fedele però nn ha più l’ Oasi
Ma scusate , uno che ogni anno spende 5 e ne incassa 12 e in qualche modo riesce sempre a salvarsi anche quando retrocede ,secondo voi vende?😂
Guarascio Vattene meritiamo di più
Guarascio Forever
intanto ci stiamo scordando che abbiamo una squadra da sostenere e che domenica giochiamo…….ma i tifosi proprio no eh??!!!! 🤔🙄
Prima i russi, poi gli americani … mancanu i tedeschi e siamo nella barzelletta 😜