Due episodi di razzismo hanno caratterizzato la 21° giornata del campionato cadetto. Durante Reggiana-Bari al 40′ è stata interrotta per circa 4 minuti. La decisione dell’arbitro Prontera è nata dopo gli insulti razzisti arrivati all’indirizzo del calciatore biancorosso Dorval.
L’altro episodio si è verificato durante Brescia-Sampdoria dove il centrocampista blucerchiato Akinsanmiro, è stato oggetto di insulti razzisti dalla Curva Nord del Brescia. Dopo aver segnalato l’accaduto all’arbitro Massa, Akinsanmiro ha esultato da solo sotto la curva del Brescia con un balletto, in risposta agli insulti, dopo il gol del vantaggio della Sampdoria realizzato da Coda. Questo gesto gli è costato un’ammonizione da parte dell’arbitro.



Una informazione ai tifosi cosentini. È vero… sono tifoso bresciano e quindi di parte. Ma qualcuno forse ricorderà come mi fossi scusato, per ciò che valeva, per quanto era accaduto al termine dei playout di due anni fa. Penso di essere abbastanza credibile.
Vi dico che NULLA era stato detto al giocatore di colore PRIMA della rete di Coda. Forse qualche fischio quando prendeva palla. Dopo il gol Akinsanmiro ha fatto cinema sotto la curva del tifo organizzato… e allora potete immaginare cosa gli è stato detto. Credo che il comportamento del giocatore sia stato il lascito della partita di andata, quando gli era stato annullato un gol per fallo di mano ( c’era tutto) lui si era lamentato e molti commenti sui social erano stati pesanti. Però ieri nulla faceva pensare un suo comportamento simile a causa di intemperanze dagli spalti. Il problema è che i cosiddetti social non sono per nulla controllati. E gli effetti sono deleteri. Basta leggere cosa ci scriviamo anche tra tifosi della stessa squadra.
Scusate l’intrusione e buon campionato, sinceramente.
Buon campionato anche a te!
Speriamo di ri-incrociarci (pacificamente e senza scontri) anche la prossima stagione.
Io sono leghista però tifo Cosenza vedi tu!
I Bresciani non si smentiscono mai🤮
Il Brescia e i suoi orribili tifosi continuano a rimanere colpevolmente impuniti. È una vergogna.