“Giocare e vivere: mio fratello ha sempre desiderato e amato questo. Ma è stato ucciso due volte: barbaramente, in un primo momento, e poi attraverso l’infamia di voci diffamatorie, poi rivelatesi infondate, che lo hanno accusato di un ipotetico suicidio legato alla droga e al calcio scommesse”. Con queste parole, Donata Bergamini, la sorella, ha raccontato la storia di suo fratello e la lunga e complessa vicenda giudiziaria durante un incontro pubblico tenutosi a Consandolo a pochi chilometri da Ferrara.
“Mio fratello stava vivendo un periodo felice. Aveva raggiunto importanti traguardi professionali, ricevendo un raddoppio dello stipendio e con la prospettiva di un trasferimento in una squadra di Serie A. Sul fronte sentimentale, aveva avviato una relazione con una ragazza che sarebbe diventata la sua compagna per tutta la vita”.
La serata è iniziata con un filmato musicale a tema, organizzato in memoria del numero 8 del Cosenza, originario di Boccaleone, dal locale “Comitato Genitori”, Pro Loco e Consulta di frazione. Il fulcro dell’iniziativa è stato il punto della situazione e la vicenda giudiziaria che ha condotto, in primo grado, a una condanna nei confronti dell’ex fidanzata, Isabella Internò, in concorso con altri soggetti attualmente sotto indagine da parte della procura.
Intervenendo, l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Bergamini, ha affermato: “Denis è una vittima della giustizia e dello Stato. Inizialmente non c’erano certezze su come si fossero realmente svolti i fatti. Tuttavia, dopo anni di indagini, siamo passati dall’ipotesi del suicidio a quella dell’omicidio. Questo è un traguardo incontrovertibile, fondamentale e incredibile all’inizio. Eppure, nonostante il buio dei silenzi, delle omertà, degli insabbiamenti, degli errori giudiziari e delle indagini, siamo giunti a questo risultato. Ora attendiamo il processo d’appello, che si celebrerà forse entro la fine dell’anno.”


