Cosenza, il sogno infranto di Belmonte che saluta i rossoblu

L'ottimo percorso di crescita nel settore giovanile fino alla Primavera, poi la chiamata in prima squadra con una situazione disperata. Contratto in scadenza: a fine stagione andrà via

Dopo aver messo in mostra le sue qualità nel settore giovanile, Nicola Belmonte a inizio stagione era stato chiamato in Primavera per completare il suo percorso di crescita tecnica.

Una stagione iniziata tra mille difficoltà con pochi giorni di preparazione e condotta nel migliore dei modi navigando in pianta stabile nella zona playoff. Poi il passaggio in prima squadra affiancato da Tortelli e Portanova: un pareggio all’esordio a Modena, una vittoria con la Reggiana e la due sconfitte con Catanzaro e Pisa. Due sconfitte pesanti arrivate contro due formazioni di alta classifica al top della loro forma.

Dalle stanze dei bottoni pare che ai vertici societari non siamo piaciute le prestazioni ma in questa situazione e con l’organico costruito da Delvecchio era difficile pensare di poter fare meglio. All’orizzonte una sfida difficile con il Frosinone gli scontri diretta con Brescia e Salernitana (nel mezzo la trasferta di La Spezia) e poi tre gare con Bari, Sudtirol e Cesena che potrebbero essere fuori da giochi di classifica.

Adesso l’esonero è un percorso di crescita interrotto con un contratto in scadenza al termine della stagione. Ma soprattutto la fine di un sogno per un ragazzo che da giovane aveva lasciato Cosenza troppo presto per inseguire il sogno di fare il calciatore. E che aveva accettato con entusiasmo di guidare la squadra del suo cuore, nonostante una situazione ai limiti della disperazione. Una storia che lo porta anche al saluto finale con i rossoblu.

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Marietto di Marzio
Marietto di Marzio
11 mesi fa

Che analisi esagerata…Condivido l’amarezza perché é un cosentino e ce lo abbiamo nel cuore, ma il momento era difficile e andava preso da subito un allenatore d’esperienza. Lui é giovane e si farà…non é mica finito!!Non bisogna dare colpe che non ha, perchè l’impresa era ardua, ma neanche meriti non reali del passato. Nel settore giovanile non ho visto la crescita di cui parlate. Non é il passaggio dalla 17 (nei bassifondi della classifica) alla Primavera (che non stava facendo granché…) che definisce una crescita. La Primavera é dove si trova ora non per l’operato di altri…É un professionista serio e arriverà col tempo, non é un’esperienza negativa che distrugge chi lavora.

GiuseppeFacciuolo
GiuseppeFacciuolo
11 mesi fa

Nessuno mette in dubbio la serietà del professionista ma ad onor del vero anche perché le classifiche parlano e sono sotto gli occhi di tutti bisogna dire che .. La 17 sotto Belmonte non è che navigasse in buone acque anzi occupava i bassi fondi della classifica e la sua promozione in primavera a spese dell unico allenatore che ha portato la stessa ai playoff.. ha visto inizialmente vittorie ma poi la primavera ha avuto un declino inesorabile di sconfitte consecutive compresa coppa Italia che ha portato la stessa nella zona calda di classifica che occupa tutt’ora.. Forse il suo passaggio in prima serie è stato un azzardo.. un salto di qualità che si sarebbe dovuto accettare con maggiore umiltà ed esperienza calcistica.. Ma del resto ognuno compie le sue scelte consapevolmente… E se queste portano a risultati non sperati in primis la colpa è propria… Quindi non si può parlare di sogno interrotto ma di avere osato un sogno qualitativamente impossibile

Sombrero di cristallo
Sombrero di cristallo
11 mesi fa

È sempre stato un professionista serio sin da ragazzino ,poi cresciuto e naturato da Calciatore in A ed in B in pianta stabile . Della sua carriera ricordiamo tecnicamente , soprattutto L educazione tattica che aveva in campo . Dal punto di vista umano il senso di responsabilità a rimanere sempre nei ranghi del comportamento da professionista cosa che si vedeva in campo allora , ma che soprattutto ha saputo fare anche in questo momento. Bravo Nicola ti auguriamo il meglio per il futuro , oggi paghi solo colpe non tue .

Carlo
Carlo
11 mesi fa

Bisogna solo ringraziali anche per il coraggio !!! I colpevoli sappiamo chi sono

Andemarco
Andemarco
11 mesi fa

Va solo ringraziato per il lavoro svolto, e per il coraggio dimostrato nel prendere la prima squadra in condizioni difficilissime. Non gli può essere attribuita alcuna colpa per le pessime prestazioni contro Catanzaro e Pisa, le cui responsabilità ricadono esclusivamente sui nostri calciatori, che non hanno onorato la nostra maglia, ferme restando le pesantissime responsabilità della dirigenza societaria per i quattro punti di penalizzazione, che hanno pesato come un macigno sulle nostre possibilità di salvezza e sul morale dei giocatori. Auguro a Belmonte le migliori fortune per il suo futuro calcistico.

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