Negli ultimi dieci mesi, Fabio Caserta ha vissuto un’esperienza intensa a Catanzaro, caratterizzata da successi e difficoltà, da contestazioni a standing ovation, ma anche da critiche social e incomprensioni che hanno accompagnato il suo percorso fino all’addio ufficiale. Caserta, arrivato in giallorosso tra molte perplessità, ha avuto il coraggio di mettersi alla prova dopo l’esperienza fallimentare con il Cosenza, dove l’esonero era stato anche legato alla sconfitta nei derby. Eppure, a Catanzaro, ha trovato la sua occasione di riscatto.
Un inizio difficile ma una ripresa sorprendente
All’inizio del suo incarico, le difficoltà non sono mancate. I primi mesi sono stati segnati da una partenza deludente con solo una vittoria nelle prime nove giornate, ma Caserta ha avuto il tempo e la determinazione necessari per sradicare le vecchie abitudini e introduce nuovi schemi di gioco. Senza Vandeputte, uno degli uomini chiave, il tecnico calabrese ha saputo comunque ottenere dei risultati importanti. Con il passare del tempo, le Aquile hanno mostrato una nuova identità, culminando con la conquista delle semifinali playoff, un risultato che ha sorpreso anche i più scettici, tra cui parte della tifoseria che non gli ha mai perdonato nulla.
Un tecnico sotto pressione, ma con grandi meriti
Caserta ha affrontato numerose critiche, ma alla fine è riuscito a rilanciarsi, anche grazie a una squadra che è riuscita a diventare più equilibrata, con un attacco che ha trovato il giusto meccanismo. Il suo Catanzaro è stato secondo per gol di testa, segno tangibile del lavoro fatto, anche su dettagli tattici che prima sembravano ignorati. Nonostante le difficoltà iniziali, Fabio Caserta ha saputo dare un nuovo volto alla squadra, e il clamoroso 4-0 nel derby ne è stato la testimonianza più eclatante.
L’addio in serenità e con rispetto
Alla fine, Caserta ha deciso di chiudere il suo ciclo con il Catanzaro in modo chiaro e trasparente, annunciando subito la sua intenzione di risolvere il contratto con il club. Questo gesto ha confermato, una volta di più, la sua serietà e la sua professionalità, qualità che sono emerse anche nei momenti più difficili del suo percorso. I risultati ottenuti durante la sua gestione parleranno a lungo per lui, con un playoff raggiunto e una squadra trasformata, che ha saputo mettere in difficoltà le avversarie.



Caserta è un bravo allenatore oltre che una persona seria. Purtroppo da noi,non gli hanno perdonato le due sconfitte nei derby…. Io lo avrei tenuto anche l’anno successivo….e secondo me….non facevamo la fine che abbiamo fatto
Complimenti! Uno che ragiona con la testa e che non è prevenuto, per il solito e stupido “complesso del Catanzaro” ed il conseguente scellerato esonero di Caserta, pagati forse a caro prezzo, con la dolorosa retrocessione! A meno che non ci sia ancora qualche testardo che vorrebbe continuare ad…. assolvere e …santificare lo “specialista in retrocessioni” Alvini!!!!
Ha avuto giocatori a CZ che Alvini e Viali si sognavano.
Ma va caca.
In generale…….un perdente.
Se lui è un perdente alvini e viali cosa sono?
tre perdenti
Certo, Alviini, esperto in
…retrocessioni, è il solo….vincente….😄😄