Per fortuna che c’è il campo. Almeno sotto questo aspetto il Cosenza continua a raccogliere consensi, grazie alle tante note positive grazie alle quali si è chiuso il mese di settembre. Una sinfonia che, però, continua a non fare breccia nelle stanze dei bottoni dove evidentemente si preferiscono melodie stonate, che nulla hanno a che vedere con l’orchestra che si esibisce sui prati verdi.
Al De Simone si è chiuso il ciclo delle tre partite in una settimana che hanno portato in dote ben 7 punti, frutto delle due vittorie su Giugliano e Siracusa con in mezzo il pareggio di Caserta. In Sicilia i Lupi hanno portata a casa il 2° clean sheet della stagione, il 5° risultato utile di fila e il 1° successo in trasferta. Meglio di così.
Risultati che hanno permesso al Cosenza di agguantare il terzo gradino del podio a quota 12 punti a braccetto con la corazzata Catania dell’ex Mimmo Toscano e la sorpresa Casarano guidata dall’ottimo Vito Di Bari, un altro ex calciatore dei silani. In testa la coppia formata da Benevento e Salernitana che viaggiano con 4 lunghezze di vantaggio. Ciò che accade sul campo è ovviamente frutto del lavoro che sta facendo l’allenatore Antonio Buscè assieme al suo staff. Il quale, al momento, è riuscito a isolare la squadra dall’imbarazzante gestione del club, di cui, da uomo di calcio navigato qual è, ne è consapevole.
E se oggi il Cosenza raccoglie consensi dal campo, non può essere dimenticato il lavoro fatto dal direttore sportivo Fabio Lupo. Non è stato semplice accontentare l’allenatore con le richieste pressanti di Cannavò e Langella, quest’ultimo giunto proprio sui titoli di coda del calcio mercato per le note vicende legate al Rimini. Sull’esterno ex Vis Pesaro sono risultati decisivi i rapporti personali con lo stesso calciatore, che Lupo conosceva dai tempi delle giovanili del Palermo, e soprattutto con il suo agente. E che dire dell’ingaggio di Dametto? Così come Contiliano preso a parametro zero e che potrebbe rappresentare un’ottima plusvalenza. Anche Achour è arrivato a zero dal Cagliari ma il presidente Giulini, dopo avere parlato con Guarascio al telefono, si è tenuto una percentuale sulla futura rivendita. E infine l’arrivo di Ferrara, un altro importante calciatore di categoria.
Il direttore sportivo non ha “svenduto” i vari Vettorel, Caporale, Ricciardi, Florenzi, Kourfalidis (prima che si infortunasse), Cimino e Mazzocchi che oggi sono punti di riferimenti imprescindibili per il tecnico di Casola di Napoli. Non li ha “svenduti” perché ha fatto gli interessi della società, a differenza di ciò che pensa l’amministratore unico Rita Rachele Scalise. La dottoressa si aspettava qualche ulteriore milione di euro da aggiungere al già attivo bilancio arrivato dalle operazioni di mercato inclusi, ovviamente, i soldi della Sampdoria per il riscatto di Tutino.
Lupo ha dovuto lavorare in un ambiente ostile, con l’aggravante delle inopportune accuse che lo stesso Buscè gli ha rivolto pubblicamente dopo l’eliminazione al primo turno della Coppa Italia. Rapporto praticamente incrinato prima ancora che cominciasse, dopo che lo stesso ex Vibonese era stato scelto dal direttore sportivo in una rosa di allenatori che comprendevano Brambilla (primo obiettivo di Domenico Roma), Bertotto, Gorgone, Di Donato e soprattutto Braglia “sponsorizzato” dal presidente onorario Eugenio Guarascio.
Non solo Buscè ma anche lo stesso Domenico Roma, presentato come responsabile dell’area tecnica ma di fatto senza contratto federale. Da collaboratore proprio Lupo, ha lavorato sotto traccia per “spingere” il club alla separazione con il diesse abruzzese. A oggi non risulta ancora nell’organigramma e spinge per essere “premiato” a brevissimo dell’attività svolta. Ma oggi è il giorno dell’esultanza. Perché il Cosenza ha chiuso il mese di settembre con tante note positive giunte dal campo. Ma soltanto da lì.



Sembra che dopo l’ennesimo exploit di Siracusa, sul Ponte Mancini si stia organizzando l’ennesimo raduno dei disperati, disfattisti e sobillatori “Guarasciout”, fermamente intenzionati a lanciarsi nel vuoto!!!
Hai dimenticato di dire alla fine “tenia ragiunu AM Vito”.. che “CERTAMENTE” non sei tu.. ma un’altra persona..😂
La vittoria “sporca” di Siracusa per 1 0 conferma più dei 4 0 che siamo sulla strada giusta.
Hai perfettamente ragione
Ora che la squadra “gira”, continuerete a chiamarla ancora ….”Guarascese” oppure, saltando sul classico “carro dei vincitori”, rispolverete la nobile e tradizionale denominazione ….”Cosenza” ? Cosa dire, l’incoerenza è la linfa degli imbecilli e traditori….
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COMPLIMENTI PER L’ARTICOLO! Finalmente la stampa locale scrive le cose come vengono rinvenute per mezzo delle fonti, senza edulcorare o coprire. Si capisce che quando l’editore chiede di presiedere ad una conferenza stampa non si possa dire di no se non si vuole perdere il posto di lavoro, ma non si possono e non si devono omettere le notizie quando si hanno particolari che le diano un chiaro significato! In questa situazione che il campo dica cose ottime, clamorosamente migliori e totalmente parallele rispetto a quanto esprima la parte direzionale del club è cosa nota ed evidente anche ai ciechi, però se si conosce ciò che accade all’interno, per (colpa di) chi e per come si verificano le situazioni opache è doveroso riportarle per fare più chiarezza possibile e permettere al lettore di farsi un’idea propria. Bravi.
Servirebbero anche articoli che, in questo anno pdoposotivo e di grande speranza, il tifo organizzato e diviso da oltre 20 anni a Cosenza e quello che li asseconda x paura non entramdo nemmeno nelle tribune dovrebbero fare un passo indietro , riunirsi in una sola curva e sostenere quantomeno i colori dello propria città! E lo stesso dovrebbe fare il primo cittadino senza usare come scusante GUARASCIO che non è altro che un traghettatore dei tanti come lo sono stati tutti i predecessori che anzi ci hanno consegnato fallimenti Doppie squadre e serie D . Qui oggi siamo ancora fra i protagonisti e c’è la stiamo giocando alla grandissima !!.. Forza Lupi e sotterrate odio , orgogli e egocentrismo inutile perché se il Cosenza dite che è nostro allora andiamo a prendercelo dalle tribune em, coccoliamo i ragazzi e supportiamo la maglia!
Ridicolo oltremodo. Hai detto una marea di cretinate: le due curve ci sono in tutte le tifoseria Italiane da quando è nata la tessera del tifoso e non sono 20 anni asino! Non capisci niente di movimento ultrà, quindi o studi o stai muto. Nessuno ha paura di nessuno, a Cosenza capi non ce ne sono, perché non ne vogliamo! Le persone sono tutte libere e siamo tutti uniti in un fronte compatto contro chi ci deturpa, umilia e mortifica da 14 anni e che è riuscito ad uccidere la passione. Siamo una tifoseria molto civile ma non permettiamo a nessuno di dire che noi non sosteniamo i nostri colori. Il sindaco ha la colpa di essersi fidato di Guarascio e non aver agito prima con veemenza, visto le prese in giro di questo squallido personaggio. Guarascio e Scalise hanno mandato via Lupo perché non è riuscito a vendere altri 3-4 giocatori, altro che voler salire in serie B e non gli hanno nemmeno permesso di completare la squadra. Ce la giochiamo alla grandissima grazie a Buscè, scelto da Lupo, mentre Roma (altro indegno) voleva Brambilla e poi gli ha fatto le scarpe con la compiacenza della società. Se ce la giochiamo non è assolutamente per meriti di questa società e se rimangono loro vedremo sempre e solo mediocrità tendente al basso, con l’aggravante di essere mossa dall’agire con cattiveria nei confronti della tifoseria. Con Guarascio e Scalise non c’è alcun futuro possibile e immaginabile, sia per quanto riguarda il calcio giocato, sia per quanto concerne tutto l’aspetto societario che sta toccando apici così negativi che non erano pensabilinnemmeno nei peggiori incubi.