Cosenza, gli ostacoli veri o presunti che frenano il decollo

Le scorie bonificate, l’ambiente depresso, i palazzi di trenta piani che non crollano mai, la mentalità da Serie C che non c’è: una squadra forte in attesa della scintilla che la faccia accendere

Il calcio non è soltanto tecnica e tattica ma oggi si fa spesso riferimento all’aspetto mentale. Un esempio lampante è il Cosenza di Antonio Buscè: sta bene in campo, dominante nel gioco ma evidentemente c’è un lavoro nella testa dei calciatori che non è ancora stato completato. È dai primi passi mossi nel ritiro estivo di Lorica che l’argomento più ricorrente fosse proprio quello di bonificare il gruppo dalle scorie della stagione precedente. Che erano pesanti. E con un ambiente depresso.

Più che depresso oggi l’ambiente, riferito alla città, ai tifosi, alle istituzioni, è di netto rifiuto nei confronti di chi regge le fila del club. Sul campo è un’altra storia, pur con tutte una serie di conflittualità che covano sotto la cenere. E fino a quando si è terzi in classifica, quella bonifica a cui si faceva riferimento porta a dire che grazie al lavoro sotto l’aspetto umano, si è arrivati a costruire grattacieli di trenta piani, quelli che non vanno giù mai. Che poi sono quelle frasi che viaggiano a braccetto con un altro refrain che dalla pancia del Marulla rimbomba come l’attenuante giusta da tenere sempre in mostra: si è fatto molto di più se si pensa alle aspettative iniziali.

Certo, se queste aspettative germogliano nei tortuosi percorsi che portano alla gestione e organizzazione del club, c’è da mettersi l’anima in pace perché mai nulla cambierà. Se poi, al netto dei torti arbitrali (gol annullato contro la Salernitana e calcio di rigore non concesso contro l’Atalanta U23), che si continuano a sbandierare con continuità, e di un organico incompleto, si vorrebbe lasciar pensare che questa squadra non sia adeguata alla Serie C diventa d’obbligo cominciare a fare un po’ di chiarezza.

Intanto bisogna fare un passo indietro: dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia proprio l’allenatore Buscè aveva indicato nel direttore sportivo Lupo l’unico colpevole di non fare il professionista, a differenza sua e del suo staff che invece lavoravano con professionalità. Sabato da Potenza è giunta un’altra indicazione che ovviamente alza i decibel della preoccupazione: questa squadra non ha la mentalità della Serie C. Una dichiarazione pesante, che evidentemente taglia le gambe quasi in modo definitivo a qualsiasi ambizione che possa andare oltre una comoda partecipazione ai playoff (ricordiamo che si qualificano dalla 2ª alla 10ª in classifica).

Eppure nell’organico a disposizione del tecnico di Casola di Napoli, inclusa la partita di sabato a Potenza contro il Sorrento, si contano ben 1.624 presenze in Serie C collezionate dai calciatori fin qui utilizzati (dal dato statistico sono esclusi Pompei, Rocco, Barone, Silvestri, Begheldo, Arioli e Novello). È preoccupante se questi numeri portano a pensare che la squadra non abbia ancora acquisito la mentalità della Serie C. Ci si affida alle indiscusse qualità di Buscè, il quale dopo avere bonificato dalle scorie della passata stagione le teste dei calciatori, agli stessi farà comprendere che cosa vuol dire giocare in questa categoria. Anche perché a lui è bastato meno di un anno e mezzo a capirlo.

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5 mesi fa

Manca “esperienza” nella rosa, dietro e avanti.

Teo
Teo
5 mesi fa

effettivamente mister Buscè deve lavorare in questo senso… il gruppo deve acquisire meglio la mentalità di serie C, addentrarsi bene in questo contesto… contro il Sorrento si è notato il divario tecnico tra le due squadre, il Cosenza avrebbe sicuramente vinto la partita se avesse affrontato i campani con più carattere e cattiveria… senza leziosismi la partita poteva terminare 1-3… spero che mister Buscè riesca ad inculcare meglio la mentalità che serve in questa categoria, bisogna essere brutti, sporchi e cattivi!

Antonio De Marco
5 mesi fa
Reply to  Teo

Ma dopo le vittorie di Siracusa e Cerignola non era stato detto al contrario che la squadra era motivata, tenace, combattiva e grazie al lavoro dell’allenatore si era perfettamente calata nella mentalità della serie C??? Purtroppo i vecchi vizi, che sono poi difetti capitali di noi tifosi del Cosenza sono sempre glie stessi: tre vittorie di fila e siamo da champions, una sconfitta in casa ed un pareggio in trasferta di fila e siamo da retrocessione in serie D. Cerchiamo di essere realisti: Salernitana, Benevento e Catania sono nettamente le squadre più forti del nostro girone di C, noi abbiamo una discreta squadra, anche se in parte incompleta nell’organico, e ci possiamo giocare il quarto posto in classifica con il Crotone, il Monopoli, il Casarano e qualche altra squadra che potrebbe emergere nel corso del campionato. E’ quindi inutile fare voli pindarici o pessimismi cosmici, questo è il nostro target, e considerando che giochiamo di fatto tutte le partite fuori casa sarebbe già un miracolo centrarlo. Per quanto mi riguarda seguo la nostra squadra con amore e passione, come da sempre fatto, e mi recherò al nostro stadio per seguire le partite interne ogni volta che ne avrò la possibilità. FORZA LUPI SEMPRE E COMUNQUE!!!!

Torna sette
Torna sette
5 mesi fa

Non perdiamoci in luoghi comuni la squadra tecnicamente è fisicamente ha dimostrato di essere una delle più forti se non la più forte . Quindi Busce’deve ovviare alla crisi . La mentalità deve essere quella ,che una squadra come la nostra si può permettere di avere, cioè quella vincente . Questo non significa sottovalutare L avversario ,ma essere consapevoli delle proprie forze senza guardare in faccia nessuno . A me pare invece ,che gli avversari prima vengono presentati come il Milan o L Inter e poi noi ci dobbiamo adeguare alla c . Ma sono convinto che busce insieme ai ragazzi cambieranno subito rotta

Francesco
Francesco
4 mesi fa

Continua a portare soldi nelle tasche di Gargamella che ti premierà a breve nel mercato di “riparazione” cedendo quelle due o tre pedine che non è riuscito a vendere incassando il più possibile. Del resto, come da comunicato ufficiale, ha iniziato la manovra di rientro dal debito e quei soldini (insieme a tuoi e di qualche altro irriducibile) fanno al caso suo. Esito scontato? ritornare là dove si è preso la società e andarsene.

Uncinnepermessuno
Uncinnepermessuno
5 mesi fa

Ma tutti chisti ca commentate aru campu ci viniti o vi viditi a partita supra u divano?

Antonio T.
Antonio T.
5 mesi fa

“Aru campu” nel 2025 non si può sentire! Se tu avessi imparato un pò a leggere e scrivere come si deve, avresti detto “allo stadio”! Comunque, a parte la tua innocente intemperanza…lessicale, sappi che faccio parte di quanti, come te, senza pretestuosi condizionamenti societari, seguono i Lupi con fedele dignità, invece
di disertare stupidamente il “Marulla”!

Torna sette
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5 mesi fa

Personalmente sempre presente nonostante tutte le contestazioni ed inviti a disertare . E tu ?

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5 mesi fa

Resisti fino ad Aprile mister… A Luglio andrai ad allenare una squadra con una società degna di tale nome!

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5 mesi fa

Un direttore sportivo a tempo come le auto a noleggio.
Mi serve l’auto me la noleggio e poi la restituisco.
Perché prendere un direttore sportivo per tutto l’anno quando ti serve solo a gennaio ed luglio? Contratti a tempo e si risolve tutto.
Povero Cosenza come sei ridotto

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5 mesi fa

Io penso che se prendi un attaccante lo porti on panchina buol dire che mezz’ora può giocare ma un un’allenatore che lo fa entrare con Atalanta nei minuti di recupero e si ripete a potenza col Sorrento se oo fossi Beretta ti avrei mandato a quel paese 100volte non farlo giocare era meglio sei stato giocatore pure tu queste cose non so fanno e in mio parere condibile o no

LypoMax
LypoMax
4 mesi fa

Ma se non e’ in condizioni non può farlo giocare e Beretta lo sa bene che deve attendere. Se lo av asino preso unese prima a quest’ora avrebbe giocato almeno un tempo.

Marcio Amoroso
Marcio Amoroso
5 mesi fa

Senza società non si va da nessuna parte. Siamo in balia di Guarascio e Scalise e tutto il resto ne risente a cascata. Per loro due i giocatori e l’allenatore, quindi il campo e ciò che esprime, vengono dopo gli interessi economici. Si dice sempre che i giocatori devono essere messi in condizione di rendere al meglio e qui da noi per colpa di Guarascio e Scalise non è così. Guarascio ha sempre avuto una dimensione senza ambizioni da metà classifica in serie C. Nel 2018 fu un caso fortunoso andare in B come tutti gli anni nei quali siamo rimasti in cadetteria, tranne nel 2023/2024 che avevamo una squadra decente che se puntellata sarebbe potuta diventare finalmente una squadra da medio-alta classifica ma ovviamente Guarascio ha pensato bene di azzerare e distruggere tutto per fare la più umiliante retrocessione della storia del Cosenza dimostrando di non capire niente di niente di calcio e di non averlo mai voluto fare. Un presidente da 14 anni nel calcio che non ne capiva niente il primo anno e ne capisce molto di meno dopo 14 anni. Una sentenza. Una vergogna. Guarascio vattene

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5 mesi fa

Gli unici ostacoli sono la società è una squadretta da medio bassa classifica.

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5 mesi fa

Busce sei 7 in classifica e finiscila pure tu.
Sei giustificato perché dietro non hai una società e senza società non si raggiungono i risultati così come una squadra professionistica affrontare i viaggi per le trasferte in flixbus.
Se dobbiamo dirla tutta hai perso contro la primavera della primavera dell’atalanta che era senza i migliori impegnati con le nazionali giovanili e pareggiato contro un Sorrento inconcludente candidato alla retrocessione in campo neutro.
A Siracusa come a cerignola non meritavi di vincere quindi meno parole e più fatti che il 7 posto in classifica non è accettabile per una squadra incompleta ma con due o tre giocatori di B e gli altri che in C possono comunque giocarci.
I tifosi del Cosenza sono eccezionali e non meritano più né qs società e né chiacchiere

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5 mesi fa

Non esageriamo,il Mister è capace,ma questa
squadra è mediocre,va migliorata con qualche altro giocatore d’esperienza, sia in difesa che al centrocampo che in attacco.

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5 mesi fa

L’unico vero problema sono i tifosi disfattisti, nell’eterna ricerca del comodo pretesto (leggi Guarascio) per distrarre l’attenzione dalle loro vere e nascoste responsabilità. Che senso ha far venire meno il sostegno agli incolpevoli calciatori, fra le mura di casa, condizionando negativamente e ferendo la loro autostima? Forse quei tifosi “rimpiangono” i lunghi anni della serie “D” e dei fallimenti con i vari Nucaro, Mirabelli, Chianello, Stella, Pagliuso,ecc.? Dopo quanto visto ed ascoltato all’assemblea del San Nicola, non sono pochi i veri tifosi convinti che favorire ciecamente un cambio du proprietà a tutti i costi e quasi al “buio”, potrebbe davvero costarci caro! In ogni modo poi, disertare lo stadio è una scellerata, se non criminosa scelta di soggetti immaturi ed irresponsabili, camuffati da appassionati tifosi!

Torna sette
Torna sette
4 mesi fa

E si che a loro hanno preferito è preferiscono pane e frittata o pane e formaggio come i cefali ,quando si andava in trasferta a campobello o a favara o ai cantieri navali di Palermo oppure a Eboli o a sibilla . E ci si v’andava di aver portato la colazione a sacco anche alla squadra che poverini i presidenti di allora (loro amici ) facevano già tanti sacrifici e non potevano far pranzare anche la squadra . 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣Sponsorizzano tutto questo forse per rispolverare vecchi ricordi ,in vecchi tifosi ,che anziché guardare avanti sono attratti da un passato pecoreccio incartapecorito, ma romantico 🤣🤣🤣🤣🤣a dir loro . !!!! Tu parli degli scoppiati che hanno caratterizzato il 1 ventennio del nuovo millennio 🤣🤣🤣. Vanno isolati , se tutte le nuove generazioni andranno al campo vedrai che rimarranno isolati 🤣🤣🤣. Onestamente non se ne può più . Se busce ci aiuta forse ci riusciamo 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣. Busce sveglia !!!!! ⏰⏰⏰che fatta ora !! Che domenica c’è il napoli 🤣🤣🤣🤣!!! Forza lupi !!!

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