Antonio Buscè, allenatore del Cosenza, al termine del match vinto 2-1 sulla Cavese, intervenuto in sala stampa ha dichiarato: “Sapevamo che questa squadra sta facendo fatica e serviva fare l’ultimo sforzo in questa partita. Come sapevamo che sarebbe stata una partita di sofferenza, faccio i complimenti alla Cavese, bisogna essere sportivi. Un avversario allenato bene, che corre, che non molla. Ci ha portato a fare una partita sforza fino alla fine. Nonostante tutto abbiamo subito un tiro in porta, un eurogol. Poi Vettorel non ha fatto neanche una parata. A parte il secondo gol nostro che è stato un regalo del portiere e la sofferenza negli ultimi venti minuti, il Cosenza non ha subito granché. E questo la dice lunga sul lavoro fatto dai ragazzi nel girone di andata”.
Il Cosenza chiude il 2025 con tanti infortunati: “Ci sono tanti ragazzi stremati, speriamo che per Ricciardi non sia niente di importante. Ha preso una botta alla testa e speriamo non sia nulla di grave. Avevo bisogno di fare qualche cambio, per esempio D’Orazio, Barone però nel riscaldamento ha avuto un piccolo risentimento muscolare. Devi fare delle scelte e ho puntato su Contiliano per fare il quinto per necessità. Faccio un elogio enorme ai ragazzi, non ci sono parole per spiegare quello che hanno fatto fino a oggi. Ci tengono veramente alla maglia, sentono l’appartenenza a questi colori”.
“Un voto al Cosenza per il girone di andata? Altissimo. Vado a vedere da dove siamo partiti. Credo che qualsiasi voto alto non basta. Leggo le interviste che fanno i ragazzi, le loro parole vanno in un’unica direzione. L’8 settembre, quando sono tornato a casa per la prima volta dopo il ritiro, mi sono chiesto: ora dove inizio a mettere le mani? E mi sono dato una risposta, perché sapevo dove andare a parare. Perché negli occhi dei ragazzi nel ritiro vedevo la voglia di rivincita. Ho raccontato loro questo aneddoto prima di questa partita. C’è tanto entusiasmo, mi sono accorto che questo gruppo è importante e può togliersi soddisfazioni. Quindi ho continuato a testa alta, schiena dritta e, mi si permetta, a volte anche in maniera ignorante. Abbiamo chiuso il girone di andata in maniera importante, contro una squadra che si è giocata la partita, spendendo fino all’ultima goccia di sudore”.
Sui nomi venuti fuori nelle ultime ore, Ciotti ed Emmausso: “Sono sempre molto trasparente. Prima della gara ho detto di essere fiducioso. Sottolineo a grandi caratteri che non faccio il mercato, non mi interessa. L’unico giocatore che, quando mi hanno detto poteva arrivare, ho spinto è stato Langella, che ho visto crescere. Non voglio vincolarmi ai giocatori, non dirò mai di prendere questo o quello. È normale che ci sia un confronto con la società. Bisogna prendere prima di tutto gli uomini, non voglio gente che crei problemi, devono essere calciatori con la cazzimma e funzionali a quello che facciamo. Poi per il resto del mercato non mi importa nulla, c’è il direttore, c’è la società, è compito loro”.
Adesso il girone di ritorno: “Sarà tutto un altro campionato. La Casertana non mi sorprende, conosco i giocatori e l’allenatore, che ho incrociato nel campionato Primavera. Abbiamo una classifica corta, particolare, equilibrata. Basta fare due vittorie e dalla zona rossa ti puoi ritrovare nei playoff”.
Ancora sul mercato di gennaio: “L’ho già detto, ho parlato con il presidente Guarascio, con i direttore Roma e Gualtieri. Quando dico che ho fiducia, lo faccio perché ho visto la proprietà entusiasta di quello che stanno facendo i ragazzi. C’è voglia di fare e può essere un’occasione di riscatto. Adesso i ragazzi devono staccare qualche giorno per recuperare. Ripeto, la fiducia ci deve essere perché ho visto entusiasmo nella proprietà e dei direttore per provare a portare a Cosenza qualcuno che ci dia una mano”.


