Cosenza: le picconate di Braglia tra playoff, la Serie B, i tifosi e Guarascio

«Stanno sbagliando tutti, così si danneggia soltanto la squadra che invece potrebbe lottare per la promozione. A gennaio con qualche innesto potrà competere fino alla fine e trionfare»

Se parli di promozioni in Serie B e soprattutto attraverso i playoff, non puoi che pensare a Pierino Braglia. Nato a Grosseto il 10 gennaio del 1955, il meglio di sé lo ha dato proprio in questo segmento della terza serie italiana, grazie alla quale si è ritagliato la fama di allenatore vincente. E, tra l’altro, si è trattato tutte di promozione che agli annali sono rimaste come “storiche”.

La prima squadra a portare in Serie B è stato il “suo” Catanzaro, club nel qualche da calciatore aveva trascorso i migliori anni della sua carriera in Serie A. Stagione 2003-2004 e i giallorossi, con il bomber Giorgio Corona protagonista, tornarono in cadetteria dopo 14 anni. Nella stagione 2006-2007 porta il Pisa in B dopo 13 anni vincendo la finale playoff con il Monza. Sempre grazie alla post season centrò un altro prestigioso traguardo: il ritorno in Serie B dopo 60 anni della Juve Stabia grazie alla finale playoff con l’Atletico Roma. La sua ultima impresa la centrò proprio a Cosenza: stagione 2017-2018, successo sul Siena all’Adriatico di Pescara. Il tecnico toscano riportò i Lupi in B dopo 15 anni, dopo avere giocato ben 8 partite nella lunga “maratona” dei playoff.

Già, i playoff. Ed è proprio partendo dallo storico successo sulla panchina del Cosenza che Braglia è tornato a parlare dei rossoblù grazie ai microfoni di tuttomercatoweb. «Partimmo addirittura dal primo turno. La svolta fu la pesante sconfitta contro il Rende che ci costrinse a cercare soluzioni diverse. Trovammo giocatori come Okereke e Tutino, e turno dopo turno cambiava tutto: gli occhi, la convinzione, la voglia di fare il salto. A quel punto diventò tutto più semplice».

Braglia ha anche esternato il proprio pensiero sul Cosenza di oggi, con un focus sulle curve chiuse e senza tifosi. «Mi fa tantissimo male vedere lo stadio Marulla vuoto. Come si fa a disperdere un simile calore? Ai nostri tempi c’erano sempre 10-15 mila tifosi. Qui stanno sbagliando tutti: la proprietà e i tifosi. Devono sedersi a un tavolo, chiarirsi anche duramente, ma farla finita. Così si danneggia solo la squadra, che invece potrebbe lottare per la Serie B. Giocare in una cattedrale nel deserto non ha senso».

L’ultimo pensiero lasciato ai colleghi di tuttomercatoweb il tecnico toscano lo ha dedicato al fatto che secondo lui il Cosenza può ancora dire la sua proprio grazie ai playoff. «Ne sono molto convinto. È un altro campionato. Con qualche innesto a gennaio può competere fino alla fine e anche vincerli. Proprio per questo buttare via una stagione così sarebbe assurdo».

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Lucio Rende
Lucio Rende
3 mesi fa

Tifosi solo al derby e se a maggio si fanno play off ) caro Mister i MBRIAKI hanno interessi diversi , l’unica tifoseria d’Europa divisa appunto tra curve cori eccc !!! Meritano Lo Zumpano come ebbe a dire il grande Pagliuso ;

Fact-checker
Fact-checker
3 mesi fa

Mister Braglia forse non sa che i tifosi al tavolo, non solo si erano seduti, ma lo avevano anche organizzato (al Cinema San Nicola). Solo che Guarascio è venuto lì, per l’ennesima volta a raccontare fandonie. Dopodiché, ha proseguito nella sua condotta irrispettosa nei confronti di tifosi, stampa, sponsor, istituzioni, addetti ai lavori, dipendenti della società, ecc. ecc.
Diciamolo una volta per tutte, se falliremo la promozione, non sarà un concorso di colpe. Ma non dovremo aspettare fino a fine stagione. La risposta a chi ha ancora dei dubbi la darà il mercato di gennaio.
Ma spero di sbagliarmi.

LupoMax
LupoMax
3 mesi fa

La colpa e’ di tutti, concordo, ma ha iniziato la società ad operare male e, pertanto, deve fare di tutto per chiarire con tifosi e stampa e dare dimostrazione di cambiamento con il mercato di gennaio intervenendo subito e non a fine mercato. Così sarà più credibile e parte della tifoseria, la parte più moderata, ritornerà allo stadio. Se così sarà bisogna mettere da parte rancori e orgoglio altrimenti sarà la fine del calcio a Cosenza. Ma tutto dipende dalla società e dai passi che farà.

LupoMax
LupoMax
3 mesi fa
Reply to  LupoMax

Guarascio deve dire la verità, meglio dire “non voglio vendere perché credo di essere in grado di ritornare in B e fare meglio” e non dire “vendo” e poi e’ evidente il contrario, altrimenti non si e’ credibile. La schiettezza e la sincerità paga sempre e questo vale per tutti.

Torna a casa lessie
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3 mesi fa

Ma doveva venire Braglia con tutto il rispetto a dirci come stanno le cose . Ormai siamo a gennaio gli acquisti che ci saranno diranno molto sul realtà di tutta questa spiacevole situazione . Però se i pretesti continueranno anche dopo , vorrà dire che la fissazione è più brutta della malattia

U Zorru
U Zorru
3 mesi fa

Ha ragione! La colpa sarà solo degli ujtra con buona complicità di certa stampa che li accompagna in questa incredibile stupidissim@ crociata di testardaggine che ci porterà solo al fallimento di un obbiettivo ancora alla portata . se falliremo stavolta tutti sappiamo gia di chi saranno le coppie da dividere . . La società sta facendo il suo alla grande e non appigliatevi alla chiusura delle curve pervie a KR o a Trapani invece x gli stessi motivi stanno svendendo i pezzi migliori invece .

Torna a casa lessie
Torna a casa lessie
3 mesi fa
Reply to  U Zorru

E quindi detto ciò tu e quelli che la pensano come te che non siete lecchini vi state tirando fuori ,oppure no fammi capire !!!

Marco
Marco
3 mesi fa

Te lo dico chiaro chiaro, con Guarascio non metterò più piede allo stadio, è una sofferenza enorme e credimi anche spiegarlo ai miei figli, più tifosi di me non è stato semplice ma ora che hanno capito i reali motivi che ci stanno tenendo lontani dallo stadio, non ne vogliono sapere di tornare. Moltissimi pensano che il problema sono i risultati sportivi o il mercato, tutto sbagliato. I motivi sono più profondi e andiamo nel campo del rispetto di un qualcosa che per noi è fede. Il signor Guarascio ha calpestato e continua a farlo la nostra maglia e questo non è più tollerabile. Lo abbiamo accettato fino all’ultima partita della scorsa stagione, ora basta, non ci sono margini di ricucire per quanto mi riguarda, deve andarsene il prima possibile, punto.

LupoMax
LupoMax
3 mesi fa
Reply to  U Zorru

Non dovete solo fare chiacchiere ma fatti. Se la società farà il suo dovere a gennaio facendo il primo passo, tu e quelli come te dovranno fare il secondo passo altrimenti il buon senso dove sta? La parola d’ordine deve essere “la società faccia il primo passo e noi tifosi faremo il secondo passo per amore della squadra”. Se così non sarà chiudiamo tutto e diamoci all’ippica, io per primo.

totonnuzzu
totonnuzzu
3 mesi fa
Reply to  LupoMax

se guarascio farà gli acquisti a gennaio, lo fa nell’interesse di chi lo manovra. in b entrano mooolti più soldi, come sai ed è piu facile distrarre soldi in “oneri diversi”. oltre al danno, anche la beffa che, con i contributi tv, il pubblico non gli serve. oggi si, infatti ha chiuso le curve. svejatevi

Marco
Marco
3 mesi fa
Reply to  LupoMax

Dopo 14 anni di cacca basta un piccolo passo verso di noi con il mercato? Perdonami non avete capito nulla di questa contestazione. Poi cmq rimanendo nel tuo discorso, in 14 anni quanti passi abbiamo fatto noi verso lui, abbiamo inghiottito tanta di quella cacca che per fare un passo verso noi, non gli basta la maratona di New York. Lo volete capire che non si contesta per i risultati o per il mercato? Quelli sono solo il contorno.
Vogliamo andare avanti o speriamo di avere futuro con una società che non paga il pasto alle giovanili? I ragazzi delle giovanili si devono portare il panino, ma di che stiamo parlando, possibile che vi basta solo che 11 persone scendono in campo? Guardate purtroppo il caccanzaro come sta programmando, ha acquistato i terreni per farsi il centro sportivo, saranno tutti investimenti che torneranno come guadagni al presidente ma si garantirà un futuro per la squadra, il nostro invece ha pensato sempre e solo a passare i soldi alla sua holding. Svegliatevi che ormai è tardi.

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