La replica del Cosenza calcio al comunicato diffuso nel pomeriggio dal Centro Coordinato Clun Cosenza.
«Il Cosenza Calcio ritiene necessario ribadire, con chiarezza ma senza spirito polemico, che la Società è chiamata ogni giorno a operare scelte gestionali, organizzative ed economiche complesse, nel rispetto delle normative vigenti e con l’obiettivo di garantire continuità, stabilità e sostenibilità nel calcio professionistico che oggi, come non mai, attraversa un periodo storico di preoccupante crisi».
«Le decisioni assunte nel tempo, comprese quelle relative ai rapporti professionali con dirigenti, collaboratori e dipendenti, rientrano in dinamiche aziendali fisiologiche, naturali e del tutto normali, che non intaccano il rispetto umano e professionale verso chi ha contribuito al percorso del Club».
«Il Cosenza Calcio respinge ogni rappresentazione che descriva la Società come distante dalla città e sull’intera provincia o disinteressata al proprio ruolo sociale. Al contrario, la volontà resta quella di mantenere vivo il dialogo, pur nel rispetto dei ruoli, delle responsabilità e dell’autonomia gestionale e nell’interesse supremo dei tifosi, del territorio e del mondo sportivo, che non è mai secondario».
«La critica costruttiva è parte integrante della vita sportiva e viene accolta come stimolo a migliorare; ciò che la Società auspica è che il confronto possa avvenire sempre in un clima di rispetto reciproco, nell’interesse comune dei colori rossoblù e dell’immagine di Cosenza e della sua provincia, nella piena onestà intellettuale e morale e senza tentativi di ingerenze».
«Il Club continuerà a lavorare con serietà, equilibrio e senso di responsabilità, con l’obiettivo di onorare la maglia, la storia e la passione di una piazza che merita attenzione e rispetto, così come si sta dimostrando in questa stagione, con un Cosenza calcio unito ed impegnato a raggiungere un importante risultato sportivo, all’insegna della competitività e del sano agonismo».
«FORZA LUPI ![]()
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Paga i debiti!!!
VI PERMETTETE ANCHE DI PRENDERCI PER I FONDELLI… VERGOGNA
Cedi agli Arabi
Mi ero ripromesso di non commentare, ma la lettura del “comunicato”, mi induce a farlo.
Gestire una Soc. di calcio non è cosa semplice, così come non è semplice gestire qualsiasi soc. imprenditoriale.
Mi permetto di dire che sono due cose diverse.
La soc. calcio, per tanti aspetti, è sotto l’occhio del ciclone. Deve sottostare a regole imposte ed è sempre sotto continua osservazione degli appassionati sportivi che, come si sa, applaudono e contestano.
Le imprese personali o le soc. sia personali che di capitali, devono dare conto del loro operato alle persone che partecipano agli utili o alle perdite.
Entrambe le soc., comunque, debbono agire al meglio, nell’interesse specifico di ciò che lo statuto o lo scopo prevede.
Il tutto dipende dagli investimenti e dai guadagni.
Il rischio d’impresa è già risaputo nel momento in cui si intraprende questo cammino.
Quindi, se si intraprende quello di portare avanti e condurre ai risultati possibili una soc. sportiva, si sa che bisogna osservare regole imposte e non imposte, guardando alla gestione, ai successi, ai costi, all’affluenza allo stadio e a tutto quel che è collaterale alla Società sportiva.
Prima di ogni cosa si chiariscono gli intenti gestionali e i traguardi che si intendono…si possono raggiungere.
La programmazione si fa per tempo, indicando quali sono gli obbiettivi e si agisce di conseguenza assegnando i ruoli per tempo e agendo sul mercato a tempo debito. Si ricorre al mercato di riparazione, quando si constata che ciò che si era programmato non ha trovato riscontri gestionali positivi.
Bisogna essere chiari in questo e gli sportivi e principalmente i tifosi, possono criticare, ma si rendono conto che di più non si poteva fare.
Sono questi i principi basilari di una Soc. calcistica che si rispetti.
La programmazione e il parlare chiaro sugli obbiettivi prefissati, rappresentano il pane quotidiano di una Soc. sportiva.
Infatti la nostra proprietà non fa assolutamente nulla che assomigli minimamente ad una società di calcio
gnè gnè gnè, ve ne dovete andaree
La sintetica traduzione del comunicato è: “non sono gradite ingerenze esterne”. Nulla di nuovo se non l’ennesima conferma del fatto che questi due soggetti vanno avanti per la loro strada esclusivamente per perseguire gli obbiettivi della holding e non quelli sportivi del Cosenza Calcio. Tutto ciò contro un’intera tifoseria e un’intera provincia che, schifate e indignate, giustamente disertano lo stadio. E’ evidente che al Sig. Guarascio il Cosenza Calcio serve a ben altro. Unica soluzione: fondare una nuova società ed isolarlo definitivamente. Non capisco per quale motivo chi voleva investire non lo abbia già fatto.
Inutile aggiungere offese solo a vederlo mi vomito.
In un’altra piazza ti avrebbero portato a vendere. Siamo una società molle e tu ci sguazzi. Puoi vendere, tranquillo, gli appalti non ti verranno tolti…
#achilaracconti ???
Vi aspettiamo domenica,il 4-1 brucia ancora.rivincita
SEMPRE FIGURACCE CON QUESTI INDIVIDUI.
CHE SCANDALO