Quando di mezzo c’è il calciomercato diventa complicato gestire tutte le situazioni che si vanno a creare. C’è chi ha la capacità di vivere i giorni di incertezza con professionalità, chi invece pensa esclusivamente ai propri interessi. Facendo passare in secondo piano l’obbligo morale di dare il massimo per la squadra con la quale si gioca fino all’ultimo istante. Momenti che sono stati vissuti nel Cosenza proprio in questi ultimi giorni, prima che arrivasse lo stop alle trattative di gennaio.
È chiaro che risulta fondamentale un’organizzazione del club tale da garantire professionalità in tutte le sue sfaccettature. Altrimenti si corre il rischio che ognuno viaggia per la propria strada, senza mai portare benefici alla squadra. E di riflesso al club stesso. La gestione della vicenda Christian Kouan è stata a dir poco imbarazzante (il saluto al popolo rossoblù via social). Sarebbe toccato al direttore sportivo Domenico Roma gestirla nel migliore dei modi, ma evidentemente gli è sfuggita di mano.
Nei giorni che hanno preceduto la partita con la Casertana il centrocampista ivoriano ha mollato. Lui con la testa si vedeva già lontano da Cosenza e soprattutto dal Cosenza. Inevitabile lo scontro con lo staff tecnico, tant’è che ha svolto allenamenti differenziati invece che lavorare assieme al gruppo. E l’allenatore lo ha poi escluso dalla lista dei convocati. Kouan ha seguito dalla tribuna la partita di domenica pomeriggio ma con il cellulare sempre a vista. Evidentemente in attesa della chiamata tanto attesa che lo avrebbe poi portato a imboccare l’autostrada direzione Salerno.
La ciliegina sulla torta è arrivata poco prima che il calciatore partisse alla volta di Benevento. Dalla società è giunta la richiesta di lasciare nello spogliatoio tutto l’abbigliamento tecnico. Cose che non succedono nemmeno in Terza categoria, portando sempre grande rispetto verso il mondo dei dilettanti. Un acceso diverbio che in casa Cosenza non è una novità: a fine campionato, da qualche anno a questa parte, tutti i tesserati debbono lasciare al magazziniere l’abbigliamento sportivo. Altrimenti il costo viene trattenuto nell’ultima busta paga della stagione.




Kuan è stato venduto, i soldi incassati.
I calciatori durante il precampionato hanno dovuto raggiungere il ritiro con i propri mezzi.
Chiedere la restituzione della divisa usata e del borsone è una vergogna.
Hanno fatto bene visto che è stato lui a chiedere di andarsene, di fatto giocava controvoglia e ci ha fatto perdere dei punti importanti. Via fuori dalle scatole ….
Vogliamo chiederci perché se ne vogliono andare?
Non si dimenticasse di restituire l’abbonamento mensile che aveva ricevuti per il ritiro porta a porta della spazzatura😁
VERGOGNA…
Che vergogna 😭😭😭
E mo’ ci regalavamo anche le scarpette. Lo portavamo al ristorante poi al cinema , ci ha abbandonato al girone di ritorno sapendo che erano le partite decisive lui e Ricciardi tradendo i compagni e allenatore, e per premio lo accompagniamo anche con la macchina a Benevento. Non dimenticare Tutino ha fatto come Te ed ancora è ai margini del calcio.
Lo lavano e lo ridanno
Il dilettantismo nel midollo osseo
Sparisci da cosenza gargame
Senza offesa…..mamma quanti ignoranti tra di voi !!!!!!!!….
Vergogna