Gaetano Fontana, ex allenatore del Cosenza, intervenuto ai microfoni di tuttocalciocalabria.it, ha detto la sua sui Lupi: “Cosenza, dopo la retrocessione, ha vissuto un’estate particolare. Tutti vogliono via Guarascio, non c’è unità di intenti tra società e tifosi e in casa si gioca senza pubblico. Non è una brutta squadra, negli undici è una delle migliori ma manca la profondità della rosa.”
Sull’esperienza in rossoblu: “Sapevo di andare in un posto dove non avrebbero perdonato nulla, sapevo che era difficile ma era una difficoltà anche tecnica. Guarascio era rimasto colpito dal lavoro a Castellammare, voleva replicassi quel calcio ma avevo ereditato un gruppo che veniva da un altro percorso. E’ un po’ come successo ad Aquilani a Catanzaro, ma non c’è stata pazienza. Alla prima difficoltà il presidente ha voluto abbandonare quell’idea anche accusandomi di aver portato giocatori non idonei a quel tipo di campionato come Tutino, Bruccini, Palmiero che poi sono diventati giocatori simbolo. Bisognava avere solo la pazienza, quando non ci sono queste componenti si vanifica tutto. E’ stata un’esperienza che mi ha portato insegnamenti.”



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