Gennaro Volpe, allenatore del Latina, al termine del match vinto 3-1 dal Cosenza, come si legge sui canali ufficiali nerazzurri, ha dichiarato: “Siamo venuti qui con la testa giusta e con un’idea chiara di quello che volevamo fare. L’approccio è stato molto buono, siamo andati in vantaggio, dispiace aver subito praticamente subito l’1-1. Sapevamo di affrontare una squadra forte, con valori importanti e che fa un altro tipo di campionato. Noi abbiamo lottato e messo in campo tutte le energie possibili. Nel secondo tempo siamo un po’ calati, inevitabilmente, e abbiamo preso gol nel finale in una situazione che potevamo leggere meglio.
Sappiamo che il campionato è difficile e che bisogna combattere fino alla fine. La stanchezza può aver inciso, sarebbe inutile negarlo. Quando si gioca così tanto ravvicinato qualcosa si paga, però voglio essere chiaro: non esistono alibi e non esistono scuse. Il calendario è difficile per tutti, ma noi dobbiamo andare oltre. Questo campionato ti impone di fare i conti contro tutto e tutti: contro la fatica, contro gli episodi, contro le difficoltà.”



Ancora una ottima prestazione della nostra squadra, sesta vittoria consecutiva “in casa” e terzo posto ancora alla nostra portata. Sto purtroppo leggendo commenti veramente deliranti sui social, tipo che chi va a vedere la partita della squadra per la quale tifa lo fa solo perchè ha il biglietto gratuito d’ingresso, o altri che addirittura hanno il coraggio di scrivere (sentite questa) che la nostra è una squadra mediocre da retrocessione in serie D e solo per fortuna ci troviamo al terzo posto (sic!!!). Vorrei chiarire una volta per tutte: a) è la sesta partita dei NOSTRI LUPI che vedo quest’anno allo stadio ed ho sempre regolarmente pagato il biglietto; b) ieri allo stadio c’erano i ragazzi di tutte le scuole calcio dell’hinterland cosentino e c’era un clima eccellente con entusiasmo alle stelle, quindi ottima iniziativa della società Cosenza Calcio; c) la squadra ha disputato ancora una volta una ottima partita, e se non fosse stata costretta a giocare praticamente tutte le partite fuori casa potrebbe essere tranquillamente almeno al secondo posto in classifica; d) tutti i soloni che sputano veleno sulla nostra squadra, chiamando pecore o servi di Guarascio i tifosi che vanno a vedere la partita e sostengono la loro squadra non hanno evidentemente capito, o forse fanno finta di non capire, che chi tifa Cosenza da una vita (nel mio caso da 55 anni) lo fa a prescindere da chi ne sia il Presidente (tifavo Cosenza anche in serie D con presidenti come Nucaro, Intrieri, Stella e Cannella….) o ai tempi della buonanima di Don Elio Spadafora, quando a volte per fare le trasferte della squadra facevamo le collette tra tifosi. Tifavo Cosenza quando Cenzino Morelli nel 1982 fondò il Cosenza Calcio 1914 S.p.A. lanciando l’azionariato popolare, e da studente mi feci dare dai miei genitori 100.000 lire per comprare una azione che tengo incorniciata e in bella vista nel mio studio ed ero allo stadio a vedere la partita dei nostri lupi anche nel famoso Cosenza-Internapoli del 1970 quando la nostra invasione di campo provocata dall’arbitro incompetente di turno ci costò un anno e mezzo di squalifica del nostro stadio; e) dopo una vita da tifoso, che nel 1984 si prese le pietre e nell’abitacolo della macchina con i vetri rotti anche uova fradicie e ortaggi vari dagli sportivissimi tifosi del Catanzaro, che ci avevano invitato per fare un gemellaggio e invece ci aspettavano dalla mattina con le pietre e gli ortaggi già pronti, mi viene il voltastomaco a sentire tutti quegli elogi nei confronti dei picari del cuozzo, che sono e resteranno per sempre i miei nemici NUMERO UNO; f) invito i nostri “tifosi” da divano e social, se proprio odiano tanto la loro squadra, a fare quei novanta Km che separano la nostra città dal paesino sul cuozzo ventoso per andarsi a vedere le partite dei giallorozzi e acclamare il loro grande presidente; g) per concludere, scusandomi per la lunghezza del mio intervento, lo zoccolo duro dei nostri tifosi non supera le 2.500 unità, tutto il resto sono “tifosi” occasionali che vengono attirati da un derby o magari da uno spareggio per rimanere in B come quelli con Vicenza e Brescia; sarei ovviamente il primo a volere una dirigenza tipo quella del Como, che li ha portati in pochi anni dalla serie C alla Champions League con investimenti miliardari, ma la nostra piazza, e questo è un dato di fatto incontrovertibile, è a dir poco scarsamente appetibile; comunque in attesa dell’arrivo del vostro “salvatore della patria”, che acquista il Cosenza Calcio solo per “amore verso la squadra e la tifoseria” e non per interessi economici personali, auguro a tutti i tifosi da divano una buona bile nella difficilissima evenienza che dovessimo vincere i play-off e tornare in serie B già da quest’anno (le cassette di limoni sono comunque pronte per ogni evenienza) FORZA LUPI SEMPRE E COMUNQUE!!!!!!!!!!!!!!!