Cosenza Femminile, il rammarico di Luisa Orlando: “Non me ne capacito”

L'allenatrice della squadra rossoblu: "Il mio profondo dispiacere va alle mie atlete, che hanno imparato a loro spese che non sempre il lavoro paga"

Paola Luisa Orlando, allenatrice del Cosenza Femminile negli ultimi sei anni, sui social ha commentato così la notizia della mancata iscrizione in Serie C della squadra rossoblu:

Ciò ho messo un po’ per capire, per cercare una motivazione, ma più leggo gli articoli di giornale più non me ne capacito. Sono stati 6 anni della mia vita personale e professionali faticosissimi ma bellissimi, ma non rimpiango nemmeno un momento. Ho conosciuto in questi anni persone fantastiche, a partire dal mio staff, ai tifosi, ai genitori, alle strutture sportive che in questi anni ci hanno ospitato per allenamenti e partite, agli avversari, ai giornalisti, che ci hanno sempre mostrato rispetto. Sono così grata di aver conosciuto atlete fantastiche, le ho viste crescere, migliorare, fare sacrifici, dare tutto per correre dietro a quel benedetto pallone. In 6 anni siamo state un orgoglio per la città, abbiamo sfatato tabù , e abbiamo portato su i campi tante bambine che prima non ne avevano avuto la possibilità. Abbiamo vinto e abbiamo perso e abbiamo vinto ancora ma sempre a testa alta, senza mai togliere il piede dall’acceleratore, siamo state sempre li sul pezzo, non per gloria personale ma per la crescita del calcio femminile in Calabria. Il più grande rammarico non è certo rivolto al mio lavoro, ho 43 anni sono una donna ed un allenatore che con passione e devozione si é sempre dedicata al calcio, ogni giorno imparo qualcosa, il mio rammarico ed il mio profondo dispiacere va alle mie atlete, che hanno imparato a loro spese che non sempre il lavoro paga, e che non sempre si può decidere per il proprio destino. Siete e sarete il mio orgoglio e vi aiuterò e supporterò sempre… perché i sogni non si possono fermare mai, possono prendere strade diverse, ma mai nessuno li potrà fermare, i sogni non hanno né colori né bandiere, nessuno può mettervi in un angolo. Meritate più riconoscimento e più rispetto. Per sempre con voi il vostro Mister Lù

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7 Commenti
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Antonello Napolitano
2 anni fa

Se e’ solo un problema di costi, si potrebbe aumentare di 50 centesimi il costo del biglietto delle partite del Cosenza maschile, cosi’ sarebbero i tifosi a finanziare il Cosenza femminile. Per diciannove partite potrebbero raccogliere una somma che gli serve, magari accanto a qualche contributo delle istituzioni.

Mario
2 anni fa

Ho letto ora e mi rammarico per lei che ammiro e per le lupacchiotte. Anche perché ho appena letto che ci sarà l’under 14 nelle giovanili e quindi quando si vuole le risorse si trovano. Sicuramente meritava spendere per l’iscrizione della femminile e non annunciare la “grande novità” dell’ under 14.

fabian
2 anni fa

Scelte da delirio…femminile non considerata dopo i tanti sacrifici e con un’allenatrice con i fiocchi, allenatore della primavera non confermato dopo i risultati ottenuti… Ma cosa succede a queste persone? Chi è l’artefice? Il direttore delle giovanili? Rimango allibito

U cumpari
2 anni fa

Vergogna presidente, ancora una volta ti sei perso per 4 spicci

Cirol
2 anni fa

Il calcio femminile sono soldi buttati, poco spettacolo, poco pubblico e pochi praticanti. Fatevene una ragione.

U cumpari
2 anni fa
Reply to  Cirol

Ma ti è chiaro che cosa ha fatto la società? Ha deciso di non iscrivere la squadra “ara mmucciuna”, ha preso in giro ragazze di 20 anni che hanno dato il sangue per guadagnare la categoria, e per loro a questo punto è difficilissima una ricollocazione. Hanno saputo per caso! E il problema è l’appeal del calcio femminile?! Come puoi non capire che è una questione più profonda e grave?

Serafino piacente
2 anni fa

Altra pagina nera del cs calcio….mister Gatto kevin picente carmine uno sterminio…ma ancora i motivi di queste scelte il ds settore giovanile e ds cs calcio non sono espressi ….Mahhhh la meritocrazia e la professionalità ci fa capire che non serve più anulla nel cacio …lavorare sodo per chi per cosa quando poi i premiati sono gli incapaci

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