Nel corso del processo sulla morte di Denis Bergamini la parola è passata all’avvocato Rossana Cribari, difensore di Isabella Internò. L’ex fidanzata del centrocampista rossoblu è attualmente accusata della morte del calciatore del Cosenza Calcio, avvenuta il 18 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico.
Nelle precedenti udienze, la Procura di Castrovillari aveva richiesto una pena di 23 anni di reclusione per la donna, che dopo le assenze nei giorni scorsi si è rivista in aula. L’avvocato Cribari, affiancata dall’avvocato Pasquale Marzocchi, ha posto l’accento sul fatto che “in questo processo è stata dimenticata la presunzione di innocenza”. Ha aggiunto: “Non possiamo ignorare che l’opinione pubblica ha già emesso il suo verdetto nei confronti di Isabella Internò. Il principale problema di questo processo, che a nostro avviso è privo di fondamento, è rappresentato dall’eco mediatica che lo circonda”.
Durante la sua lunga arringa, l’avvocato Cribari ha paragonato la Internó ad Tortora, evidenziando che “negli anni si è cercata una verità che non esiste, fondata su teorie e suggestioni che non dovrebbero entrare in un’aula di giustizia”. La difesa ha anche messo in luce le incongruenze presenti nel procedimento e ha ribadito con fermezza che “Denis non è stato ucciso”.
Attacco di Cribari a Roberta Alleati e alla testimonianza di Tiziana Rota
Nel corso del processo Bergamini, l’avvocato Rossana Cribari ha attaccato duramente Roberta Alleati, presunta fidanzata segreta del calciatore, mettendo in dubbio la sua credibilità e la veridicità di una lettera inviata ai familiari di Denis Bergamini. Secondo Cribari, la missiva sarebbe falsa sin dall’inizio, nonostante l’Alleati affermasse di non essere conosciuta dai parenti del calciatore.
Una delle accuse principali mosse dalla difesa riguarda una testimonianza del compagno di squadra di Bergamini, Luigi Simoni. Quest’ultimo ha riferito di una misteriosa fidanzata bionda che faceva visita a Denis durante il suo infortunio a gennaio 1989. Cribari ha sostenuto che questa donna non potesse essere altri che Roberta Alleati, poiché nessuna delle altre fidanzate conosciute del calciatore era bionda.
Ulteriori dubbi sulla testimonianza di Alleati sono emersi durante l’udienza, quando la donna ha menzionato il legame speciale di Bergamini con la sua nipotina, la figlia della sorella, chiamandolo “Zio Dé”. Cribari ha sottolineato come fosse improbabile che l’Alleati potesse conoscere un dettaglio così intimo senza essere stata presente nella vita della famiglia già all’epoca.
Ma non è stata solo Roberta Alleati a essere presa di mira durante il dibattimento. Anche la testimonianza di Tiziana Rota è stata oggetto di dure critiche. La Rota aveva riportato una presunta dichiarazione fatta da Isabella Internò, ex fidanzata di Bergamini, in cui avrebbe detto: «Se non può essere mio, meglio che muoia», appena dodici giorni prima della morte del calciatore. Cribari ha messo in discussione la veridicità di queste affermazioni, facendo emergere che la Rota aveva avuto timore di testimoniare a causa di una rivelazione fatta da una medium, la quale le avrebbe predetto che sarebbe stata uccisa se fosse tornata in Calabria.
L’avvocato Cribari ha quindi concluso la sua arringa chiedendo ai giudici di assolvere Isabella Internò, sostenendo che l’accusa non avesse elementi concreti per giustificare una condanna. Il processo riprenderà con la difesa dell’altro avvocato, Angelo Pugliese, prima di arrivare alla fase finale in cui i giudici dovranno emettere il verdetto.



Da questo processo non solo il mostro ne uscirà male ma anche gli avvocati nonché figli d’arte.. hanno sbagliato a sposare questa causa già persa 35 anni fa.. perderanno tutta la loro credibilità e onestà intellettuale e non.. del resto chi si somiglia si piglia e stando con lo zoppo si impara a zoppicare. , e poi business is business qua.
Roba da matti, la Interno’ come Enzo Tortora? Anche Riina paragono’ il suo caso a quello di Enzo Tortora. Ci vuole coraggio a fare un’arringa del genere, il “o la va o la spacca” per cercare di salvare la Interno’, ma stavolta credo paghera’ per quanto fatto.