Che la gestione del Cosenza calcio fosse molto superficiale ce n’è sempre stata traccia nella quotidianità. Dalla comunicazione al rapporto con la tifoseria, dalla gestione tecnica a quella organizzativa. Tracce di un dilettantismo strisciante che ha ben poco a che vedere con la gestione di un club di Serie B. Che, per chi lo avesse dimenticato, è per importanza il secondo campionato di calcio italiano dopo la Serie A!
La conferma alla disorganizzazione che regna sovrana, è arrivata anche dalla lettura delle motivazioni rese note dal Coni il 19 marzo scorso. Motivazioni con le quali sono stati confermati i 4 punti di penalizzazione inflitti la scorsa estate, per irregolarità contabili nel pagamento delle ritenute Irpef sugli incentivi all’esodo di alcuni tesserati, effettuate oltre i termini previsti.
Infatti il Collegio di garanzia del Coni ha chiarito che l’assenza di un controllo efficace all’interno della struttura gestionale ha favorito l’errore e reso inapplicabile la scriminante prevista dall’articolo 7 del Codice della Giustizia sportiva della Figc. L’inefficacia del modello organizzativo è stata ritenuta determinante nel confermare la sanzione sportiva.
Ecco che da qualche giorno in società è spuntata la figura di Luigi Micheli, che il club ha ufficializzato nel ruolo di consulente il 2 aprile scorso. Non è stato mai chiarito il motivo per il quale si è dovuti ricorrere a un professionista stimato e apprezzato nel mondo del calcio a pochi mesi dalla fine del campionato. Così sono cominciate a diffondersi le voci più disparate: da un fallimento dietro l’angolo, alla due diligence utile a potenziali investitori.
Dalle stanze dei bottoni è trapelato il motivo: Guarascio ha preso contezza del fatto che la gestione contabile e finanziaria andava affidata a un esperto. E chi è vicino al patron del Cosenza calcio, ha avuto modo di confermare quanto fosse approssimativo il modello gestionale. Dunque, Micheli in questi due mesi dovrà provare a mettere un po’ di ordine nei conti, così da garantire l’iscrizione al prossimo campionato che, tranne un epica impresa sportiva, sarà in Serie C. Una conferma indiretta al fatto che evidentemente all’orizzonte non è prevista nessuna cessione del club.



Nessuno allo stadio fin quando non ci sarà un presidente e con soldi da investire
Se rimane lui al timone della società,ci va a mamma e ra suaru aru stadio .MAI PIÙ AL MARULLA FIN QUANDO CI SARÀ GARGAMA.
Guarascio pisciaturu
Confermo totalmente
Il Cosenza deve mettere a posto i conti e invece la Sampdoria la salvano comunque con tutti i debiti che ha ….anzi arriva anche mancini e compagnia bella !!!!!!che vergogna il calcio …..figli e figliastri😡😡
mia opinione: prepara l’iscrizione alla c, senza la quale addio agli ultimi contibuti lega, al paracadute, ai soldi del minutaggio, alle vendite dei calciatori pregiati. Incassati questi, magicamente, il Cosenza verrà ceduto al funari di turno che traghetterà la squadra verso il fallimento e ai campi di Paola e Amantea.
Se il Cosenza dovesse salvarsi per un miracolo, che nemmeno i Santi più quotati, un altro anno di giostra e incupamento, e di fegati spappolati dei tifosi