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Silipo: “Ricordi bellissimi a Cosenza, rifiutai la Serie A. E quell’autogol di Marino…”

L’ex allenatore dei rossoblu e della Cremonese è rimasto legato alla città silana: “Mi hanno sempre tutelato al massimo, società e tifosi splendidi. E il presidente Serra mi scelse con largo anticipo…”

Una vita di calcio, con la Calabria sempre nel cuore. Parliamo di Fausto Silipo, uno dei più celebri personaggi nel panorama sportivo regionale. Un passato da giocatore tra le file di Catanzaro, Genoa, Palermo, Cosenza e Castrovillari, poi svariate esperienze sulle panchine di quasi tutto il Sud e non solo. Sì, perché bisogna ricordare anche il suo ingaggio come allenatore alla Cremonese, prossima avversaria in campionato dei Lupi. “Con Cosenza, però, c’è un legame diverso…”, le prime parole di Silipo da Roma, dove vive con la sua famiglia. E il riferimento è subito ad uno sciagurato Cosenza-Cremonese del ’93 finito 0-1: “In quella stagione ci giocammo la Serie A, nessuno ci credeva. Ricordo la partita contro la Cremonese con particolare amarezza, è stato uno spartiacque importante per la mia carriera di allenatore. Uno sfortunato autogol non ci permise di aspirare alla Serie A, nonostante quella partita fosse a completo appannaggio nostro”. 

Un ricordo fantastico sia della tifoseria che della società rossoblu: “Alla fine dell’ultima gara di campionato, i tifosi cosentini entrarono in campo pregandomi di restare. Impazzavano allora, infatti, voci insistenti su un mio approdo in Serie A. E dirò di più: prima di giugno mi arrivò una proposta dall’Atalanta, ma io rifiutai. Il presidente Serra era convintissimo che sarei andato via, ma subito dopo la gara col Piacenza fui io a chiamarlo al telefono per chiedergli il rinnovo del contratto”.

I colori rossoblu nel destino: “A Cosenza mi hanno riservato un trattamento speciale, i tifosi stessi ignorarono totalmente le mie origini catanzaresi per starmi sempre vicino. Ricordo, ai tempi della mia felice esperienza sulla panchina della Primavera del Catanzaro, che vincemmo 3-0 a Cosenza. A fine partita, venne da me il presidente Serra, si presentò e mi disse “Un giorno sarai l’allenatore del Cosenza”. Fu di parola.”

Reduce da ottime stagioni in B con i Lupi, Silipo passa sulla panchina dell’Acireale, non riuscendo però a raggiungere l’obiettivo salvezza per un solo punto. A Cosenza non viene confermato, quindi nel ’95 si trasferisce a Cremona per poi essere esonerato dopo nove giornate:“Quella fu un’annata incredibile: gare dominate per 89 minuti e perse per singoli episodi. A dimostrazione che nel calcio non conta solo il bel gioco. I tifosi, tuttavia, mi dimostrarono sempre molto affetto, gli stessi giocatori erano rammaricati. Il capitano di allora Verdelli, dopo l’esonero, mi scrisse addirittura una lettera, poi pubblicata su “La Gazzetta Dello Sport”, per ringraziarmi delle importanti risorse che avevo messo a disposizione nello spogliatoio. Era a fine carriera e poteva vantare un’esperienza nell’Inter, non era mica uno qualunque…”

A Cremona, Silipo allenò l’altro grande ex rossoblu Walter Mirabelli, con il quale condivise anche l’esperienza di Licata: “Lui mi ha dato davvero tanto, proprio ieri mi ha emozionato con un bellissimo messaggio sul telefono. A Licata, nel periodo di Natale, eravamo ultimi. Poi, anche grazie ai suoi gol, inanellammo cinque vittorie consecutive e arrivammo in Coppa. Rifiutai il Perugia e tante altre società per stare in Sicilia, anche lì ho ottimi ricordi.” Infine, Silipo ci saluta con un commento sull’attualità di Cosenza e Cremonese: “Tra le due si salverà chi riuscirà a far valere meglio doti e carattere. La squadra allenata da Braglia sta facendo bene e ha condotto un mercato di esperienza e qualità, mentre la Cremonese ha puntato su alcune scommesse come Longo. Il campionato è ancora lungo, vedremo”.

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