Intervistato dal portale ToroNews, il giovane calciatore ivoriano ha parlato dell’intervento al ginocchio che lo terrà lontano dai campi per i prossimi cinque mesi
Era arrivato a Cosenza per crescere e ripercorrere la strada percorsa già da diversi “ragazzi del Filadelfia”, ma Ben Lhassine Kone sarà costretto ad un lungo stop a causa della rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro.
Ma dalle pagine del portale ToroNews il giovanissimo ivoriano lancia un messaggio forte e chiaro: “farò di tutto per tornare il prima possibile”.
Di seguito il testo integrale dell’intervista rilasciata dal fantasista rossoblu:
Buongiorno Ben. Innanzitutto le chiedo come sta: come procede il recupero dopo l’infortunio?
“Sta andando bene. Ora sono a Roma, sono a casa e sto facendo gli esercizi che mi ha dato il dottore. Il 22 (novembre n.d.r.) ho l’appuntamento a Villa Margherita dove mi guarderanno il ginocchio e se va tutto bene dovrei cominciare a fare riabilitazione. Prima di operarmi il dottore mi ha detto che avrei avuto 5 o 6 mesi di stop, ma tutto dipende da come riesco a recuperare”.
Un infortunio che non ci voleva: proprio nel momento in cui stava cominciando ad ingranare in Serie B…
“Un peccato perché stavo facendo bene, ero partito bene. Non me lo aspettavo e non ci voleva, però sto cercando di affrontarlo nel modo giusto per tornare il prima possibile e al meglio che posso”.
Come è stato l’impatto con la nuova realtà del Cosenza? Lei è stato uno dei pochi ex Primavera a partire dalla Serie B senza passare dalla C.
“Ho avuto un buon impatto, mi è sembrato un campionato di livello. Io non avevo paura di giocarmela perché sono consapevole dei miei mezzi e quando hai la fiducia dell’allenatore, della società e dei compagni nulla ti può fermare”.
Arriva da una Primavera che ha raccolto risultati importanti: c’è un episodio in particolare della sua esperienza al Torino che ricorda e custodisce con maggior soddisfazione?
“Ce ne sono tanti… Sicuramente quando abbiamo vinto la Supercoppa è stato bellissimo, ma ricordo anche quando abbiamo battuto in semifinale l’Atalanta. Partivamo da una situazione di svantaggio dopo la gara d’andata, avevamo tanti infortuni ma siamo riusciti a ribaltare il risultato e penso che quella partita me la ricorderò per sempre. C’era un pubblico clamoroso, possiamo dire che è stato grazie a loro se siamo riusciti a portare a casa quella partita“.
In quell’Atalanta c’era Kulusevski. Si aspettava che potesse già fare la differenza in Serie A?
“Sì, me lo aspettavo. Si vedeva che era diverso rispetto ad altri giocatori…”.
Sente ancora qualcuno dei tuoi ex compagni?
“Mi sento sempre con Samake, Singo, Kone, Onisa, Adopo e De Angelis. Tanti mi hanno scritto per l’infortunio, ho mantenuto tanti amici a Torino“.
E mister Coppitelli? Con lui aveva un rapporto speciale.
“Lo sento sempre. Mister Federico per me è sempre stato un padre: quando ho sbagliato mi ha sempre corretto e ripreso (ride n.d.r.)… Ma lo ha sempre fatto per il mio bene per cui posso solo dire che il nostro rapporto è sempre stato come quello tra un padre e un figlio“.
Anche il mister quest’anno si è confrontato con il suo primo anno tra i professionisti ma è arrivato un esonero forse prematuro…
“Secondo me non gli è stato dato il giusto tempo per lavorare. Perché è arrivato in una società nuova e ha provato a ricostruire la squadra come aveva fatto a Torino. Le cose non sono andate come voleva e lo hanno subito mandato via dopo poche partite, ma secondo me non è stato giusto perché non gli è stato dato modo di dimostrare il suo valore e replicare quello che aveva fatto a Torino“.
E lei invece? Hai sperato in una chance dalla Serie A prima di andare a Cosenza?
“Ho sperato nel Toro. Ci ho sperato tanto perché in Primavera al Torino ho fatto due stagioni fantastiche, quasi perfette. Sia il direttore Bava che il mister Coppitelli erano contentissimi di me e mi aspettavo di compiere quel passetto per salire in prima squadra. Ho avuto diverse convocazioni, ma purtroppo non ho mai avuto l’occasione di mostrare il mio valore in campo. In questi due anni ho dato tutto con l’ambizione di arrivare in prima squadra al Torino. Comunque non mi è dispiaciuto andare a giocare in Serie B, è un campionato valido e sono in una piazza calda che mi ricorda molto il Torino. Per cui per me è come essere a casa”.



Forza e coraggio campione ❤️? ?
Ti aspettiamo il prossimo anno. …
Forza ragazzo, non mollare
meno male chissà si rumpissa puru Kanoutè