Già dopo la sconfitta con l’Ascoli in pochi davano possibilità di salvezza, figuriamoci dopo la manita di La Spezia… I numeri, però, ancora non condannano i rossoblu. Ma con questo atteggiamento si può dire che è finita…
Gli alibi reggono fino a un certo punto. Perché se vogliamo la lunga agonia firmata da Pierino Braglia è stata costellata da alibi: dalla squadra mai costruita, dai suoi lamenti continui con i tifosi fino alle clamorose sviste arbitrali. E, aggiungiamo, i continui errori dei singoli che hanno rappresentato il marchio di fabbrica di una delle peggiori squadre mai costruite nella storia del Cosenza. E qui il grande “merito” è tutto della premiata ditta Trinchera–Corvino, semmai qualcuno avesse avuto dubbi.
L’approccio alla partita con lo Spezia conferma la totale assenza di personalità nel gruppo, anche se gli fa onore a Roberto Occhiuzzi essersi assunto tutte le responsabilità di quanto accaduto nella prima parte di gara al Picco. Questo non vuole essere un processo, o peggio ancora una sentenza. Certo, se già dopo la sconfitta con l’Ascoli in pochi, illusi, davano la possibilità di salvezza figuriamoci dopo questo cappotto estivo subito a La Spezia. I numeri, nonostante i risultati registrati sugli altri campi dove erano impegnate le dirette concorrenti per la salvezza, ancora non condannano il Cosenza. La possibilità di agganciare il playout c’è ancora…
Di certo bisognerà cambiare atteggiamento, altrimenti sì che possiamo dire che è già finita. Adesso è arrivato il momento di tirare fuori l’orgoglio per la maglia. Toccherà a Occhiuzzi andare a stimolare le corde giuste, anche perché lui sa bene cosa significa indossare quei colori sulla propria pelle. Soltanto uno scatto di orgoglio potrebbe contribuire a rendere meno amara questa stagione nata male (ritiro di San Giovanni in Fiore…) e che sta per finire peggio (mesto ritorno in Serie C...). Per fortuna si torna subito in campo. Lunedì alle ore 18.45 al Marulla si gioca la partita con il Perugia di Serse Cosmi, valevole per la 34ª giornata del campionato di Serie B. E questa volta conta un solo risultato…



L’unica matematica che abbiamo constatato è il numero 8, otto giocatori in ritiro precampionato, il resto è una conseguenza diretta: retrocessione preterintenzionale
ma cosa scrive questo signore? ” adesso è il momento di tirare fuori l’orgoglio”?? adesso non serve a niente, dovevano tirare l’orgoglio molto prima, in casa i nostri lupi con il Trapani, una bella squadra, con Castori, i nostri sembravano i topolini.. che hanno acciuffato un pari al 95mo!!! per poi continuare…. fino a prenderne 5 con lo Spezia… mah
Questa squadra era retrocessa prima che iniziasse il campionato.
Parlate. Sempre. Di. Braglia. Che non ce. Cafoni e tamarri. Ma più tosto. Cercate di fare risultato. Al sud si dà sempre. Lacolpa agli altri in tutti. I campi
Mi vergogno io per una società che e riuscita a programmare una retrocessione e una squadra di scarsi e mercenari andate tutti vai da cosenza venduti
Sì sapeva che sarebbe finita così…Con gente come Corsi che potrebbe giocare solo in Dove, gente come Bruccini,legittimo Capela chi é? E si capisce pure perché Schiavi ha giocato pocon. É un bidone anch’egli, al pari di Machach u scartature scartato a Crotone, chi é Monaco?Urabbona na squadra di bbbbidoni mai visti.Carretta nu carrettune
Anzi se c’è qualcuno che ha intenzione di prendere la squadra, che lo dichiari coram populo, così chi ha veramente a cuore le sorti di questa nostra amata squadra lo aiuterà a liberarci dall’attuale gestore pro tempore.
Ps:che fine hanno fatto quelli che aggressività e veemenza difendevano il presidente pro tempore? A costoro dico lo sfascio sportivo cui stiamo andando in contro è imputabile – seppur in piccola parte – anche a voi….a furia di aver paura di morire in piedi (chi viene dopo..che succede dopo??) abbiamo fatto la morte dei piritari, evitabile, lenta e dolorosa. Il Cosenza ai cosentini e soprattutto a chi è tifoso!!!!
Bello lo striscione esposto fuori dal san vito: siete senza dignità scappate via da questa città..è ora che anche il tifo organizzato si faccia sentire contro tutti i responsabili di questo disastro in primis il presidente pro tempore e poi tutti gli addetti primi fra tutti quella specie di calciatori…che nn indossino di qui alla fine mai più il rosso blu: finora lo hanno sporcato e ridicolizzato abbastanza.
Ma a guarascio uno striscione?
Cosenza anno 2020 due Squadre al baretro di retrocessione questo significa di non avere primo un settore giovanile ecc….
Questo punto faccio un appello a tutti gli imprenditori seri di farsi avanti per un programma serio per tornare subito il prossimo anno in serie B
caro Saverio vedo che cominciate ad individuare gli argomenti da trattare io sono di Cosenza ma purtroppo motivi di lavoro mi hanno portato a vivere a Reggio io sto vivendo se pur passivamente quello che calcisticamente sta succedendo qui prima vi era una società allo sbando gente che non voleva quasi giocare poi è arrivato questo tuoi da Roma e ha detto sono qui per vincere ha preso giocatori importanti per la categoria li ha messo sotto contratto almenobpet due anni e ha vinto adesso dice programmino il settore giovanile ed è arrivato Tempestilli purtroppo mi rode dire queste cose ma bisogna dare atto che qui dopo la quasi fine del calcio sono risotti alla grande in città avverrà il clima bello della vittoria la gente è contenta quindi det questo concludo basta poco bisogna programmare avere credibilità anche i peeriti devono avere un fine qui hanno Rivas prestito riconfermato con diritto di riscatto ma di cosa stiamo parlando senza soldi e senza programmi non si va da nessuna parte