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Cosenza, ecco perché aumenta la speranza di ripescaggio

La situazione del Chievo risulterebbe disperata e dovrebbe già essere fuori dalla Serie B ma le regole in Italia non sono uguali per tutti

Negli ambienti calcistici il Chievo viene segnalato in una situazione disperata. Diciamo spacciato. I più ottimisti gli danno una percentuale dell’1% che possa rimanere in Serie B. Ma attorno al club di Campedelli, in questi giorni, è stato costruito un muro d’acciaio: nessuno ha mai approfondito la reale situazione del club veronese. Quella con l’Agenzia delle Entrate è una pagina nota a tutti negli ambienti del calcio italiano ma si continua a ripetere che si tratta di una situazione risolvibile. Anzi, di facile soluzione.

Nella realtà non sarebbe così. Il Chievo è una delle tante società che non avrebbe pagato le tasse dell’anno 2020. Che i club virtuosi pagano ogni mese. Altri arrivano a fine stagione e provano a rateizzare. Tramite l’Agenzia delle Entrate, ovviamente. La richiesta andava fatta dall’1 giugno 2021 in poi, primo giorno utile. Nella normalità la risposta da parte dell’Agenzia non arriva prima dei 20 giorni. Il club di Campedelli non avrebbe mai ottenuto questa rateizzazione, anche perché entro il 28 giugno non avrebbe pagato la prima rata.

A questo punto l’Agenzia delle Entrate, con una evidente capriola che porterebbe ad aggirare le regole, dovrebbe dimostrare il contrario di quella che sarebbe la realtà dei fatti. E non è escluso che accada, considerato che siamo in Italia il paese dove le regole non sono uguali per tutti. Questa volta, però, il Cosenza si è mosso con largo anticipo. Il presidente Guarascio e i legali stanno agendo come cani da guardia negli uffici della Figc in Via Allegri. Ecco perché tanta gente di calcio continua a ripetere, ma a bassissima voce, che il Cosenza è in Serie B al 99%

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