Il centrocampista oggi al Frosinone: “Ricordo l’infortunio, mi è crollato il mondo addosso. Per fortuna nessuno mi ha mollato”
La parentesi di Ben Kone con la maglia del Cosenza è stata relativamente breve ma intensa. Due stagioni per complessive 29 presenze e due gol, ma la prima in rossoblu non è stata certo la migliore. Kone racconta così quella difficile annata ai microfoni di cronachedispogliatoio.it: “Gioco tre partite, sforno un assist, ma in allenamento mi rompo menisco e crociato. Non pensavo fosse così grave, ingenuamente pensavo di dover star fermo un mese, ma quando mi hanno detto che i mesi sarebbero stati sei mi è crollato il mondo addosso. Ho pensato ‘ecco, non tornerò mai più come prima’. Ho pianto da solo in un ospedale di Cosenza, come un bambino. Per fortuna nessuno mi ha mollato, e grazie allo stop dei campionati a causa della pandemia riesco a giocare le ultime partite”.
Kone però, terminata la stagione, decide di accettare la proposta e proseguire la sua avventura con i Lupi: “Dovevo qualcosa alla città”. A Cosenza Kone ha trovato anche l’amore: “Lavorava alla Vodafone, fu un colpo di fulmine. Andai al negozio per farmi montare la fibra e ora è la madre di mia figlia. Quando ho lasciato la Calabria le ho detto di venire con me, e così è stato”.
Sul suo presente a Frosinone: “Grosso mi sta dando fiducia. Ogni tanto racconta del famoso rigore del 2006, ma non lo fa per sottolineare che c’era o per far emergere ‘l’io’, piuttosto per farti capire il senso del lavoro. Per arrivarci ha sacrificato molto ed è stato ripagato”.



Paga i tuoi conti….
Anche quest’anno abbiamo buoni giocatori considerati da molti scarsi che fra qualche anno li vedremo calcare campi più importanti. La squadra, se guidata bene e stimolata a dovere, con qualche prossimo innesto di qualità farà bene. Noi tifosi possiamo dire quello che vogliamo ma non siamo tecnici, quindi spero la società rifletta bene sul da farsi.
Purtroppo il web da voce ai peggiori istinti dei peggiori individui che popolano la città, una volta le contestazioni si facevano faccia a faccia, e non tutti avevano gli attributi per affrontare i calciatori, ora tutti ad offendere nascondendosi dietro una tastiera e a nickname, facile così
Giusto!!
Pure questo apostrofato più volte come uno scarso, con la solita espressione di contorno: e se era buanu a nua nu davanu!!! Avanti gli esperti cosentini.
Forza 🐺🐺🐺❤️💙❤️💙❤️💙 e sabato presente allo stadio.
Se vai a leggere i forum ne hanno dette di tutti colori su questo ragazzo
Purtroppo sti social e sti forum sono una rovina , avvelenano l ambiente e ci stanno tanti di quei pecoroni che ripetono le cose giusto per .
Oltre a qualcuno che mira a destabilizzare l ambiente al soldo di qualche sciacallo