Processo Bergamini, udienza lampo in attesa dei dirigenti rossoblu

In aula sono stati sentiti i fratelli Franco e Gino Chiappetta, che avevano appuntamento con un parente dell’imputata la sera dell’omicidio

E’ stata un’udienza lampo quella andata in scena lo scorso 8 marzo in Corte d’Assise a Cosenza al processo sulla morte di Denis Bergamini. In aula sono stati sentiti i fratelli Franco e Gino Chiappetta, imprenditori locali. I Chiappetta, secondo quanto ricostruito, la sera dell’omicidio del centrocampista rossoblu avevano appuntamento con Roberto Internò, un parente dell’unica imputata Isabella Internò. Il parente dell’ex fidanzata di Bergamini era impegnato ad accompagnare i genitori di Isabella a Roseto per riportare la figlia a casa. All’inizio, però, i due fratelli erano stati attenzionati dagli investigatori anche nell’ambito della caccia all’auto nera vista da Francesco Forte.

Altrettanto rapido è stato il racconto di Mario D’Ippolito, tra i proprietari del “Garden” di Rende: il cinema in cui era radunata la squadra del Cosenza e che Denis abbandona per partire alla volta di Roseto Capo Spulico. Nella prossima udienza in programma il 16 marzo verranno ascolti alcuni ex dirigenti rossoblu come Serra, Lamacchia, Pagliuso e il segretario Covino.

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Nostradamus
Nostradamus
3 anni fa

Ma non sarebbe meglio far testimoniare la gente in anonimato senza far uscire chi dice che e cosa così tutti direbbero quello che sappiamo da 31 anni .. basterebbe solo riformare le modalità di interrogazioni e si risolverebbero tutti i casi della cronaca nera italiana x direttissima testimoniata in privato proteggendo i test e risparmiando 30 anni di ritardo assurdo e ridicolo.. che genii

anto
anto
3 anni fa
Reply to  Nostradamus

Non è concepibile che si possa testimoniare in anonimato ( grazie a Dio, aggiungo).
Se così fosse, ognuno potrebbe andare a raccontare cio’ che gli pare e magari dire falsità solo perchè mosso, ad esempio, da sentimenti di antipatia nei confronti di una certa persona.
Chi viene accusato di qualcosa, o comunque tirato in ballo da qualcuno, ha il diritto di conoscere l’identità di chi lo sta accusando o sta comunque riferendo su di lui.
Questo è’ necessario affinchè, la persona in questione possa a sua volta difendersi ed eventualmente smentire gli addebiti che gli vengono mossi.

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