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Viali: “La maglia del Cosenza è dei tifosi. E i calciatori se li portano dentro”

Il tecnico in vista del match con l’Ascoli: “Le mie percezioni sono molto positive, la squadra è concentrata e determinata”

William Viali, allenatore del Cosenza, in vista della trasferta di Ascoli in programma sabato 13 maggio, penultima gara del campionato di Serie BKT 2022/2023, è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match e fare il punto sui Lupi.

IL COSENZA HA DIFFICOLTÀ IN TRASFERTA – “Vorrei rivedere il Cosenza visto nelle ultime cinque o sei trasferte. Così possiamo portare a casa un risultato molto importante. Chiaro che vincere sarà difficile ma siamo convinti di poterci riuscire. La questione fondamentale è il cinismo, che serve per far tua la partita quando ce l’hai in mano. La differenza rispetto alle ultime trasferte deve essere in questo: se la partita si riesce a gestirla, bisogna rompere l’equilibrio con un vantaggio”.

LE CONDIZIONI DI FLORENZI – “Sarà della partita, poi bisogna capire quanto tempo possa avere all’interno della gara. Ha fatto una settimana completa, l’ho visto tranquillo, la cosa più importante, e frizzantino. La condizione è l’unico punto di domanda che abbiamo nel tempo. È una partita fondamentale, non possiamo concedere nulla all’avversaro, le considerazioni sono legate a quello”.

LA SCELTA DI NASTI DI RINUNCIARE ALLA NAZIONALE – “Sfrutto il gancio su Nasti per collegarmi anche alla situazione di sabato scorso. Questi ragazzi non stanno vivendo questa rincorsa alla salvezza da professionisti. Stanno togliendo del loro. Nasti ha rinunciato a una manifestazione del genere per il bene della squadra, per i tifosi. Racchiude quello che siamo stati sabato dopo la partita. So che abbiamo creato qualche dispiacere per il non saluto. Siamo schiavi delle etichette, accade qualcosa e poi con due parole di circostanza sistemi la situazione. Anche nelle interviste mie accade questo, anche se a me piace parlare dritto. La squadra ha sofferto i fischi. Giusti? Non giusti? Non lo so. Ma quando porti dentro la maglia il tifoso, perché la maglia è del tifoso, ti porti dentro il bene e la sofferenza. Tengo a ringraziare chi ci ha sostenuto 95 minuti, ma dovevamo dimostrare qualcosa a chi non lo ha fatto. E questa squadra non lo merita. Molti tifosi avrebbero meritato un abbraccio, ma non potevamo fare selezione. È stata una cosa di pancia. Non giochiamo da professionisti asettici, ma di trasporto. Abbiamo bisogno della nostra gente. Sappiamo che ad Ascoli non potranno venire tutti, ma la squadra darà tutto per ottenere un risultato eccezionale”.

CHE PERCENTUALE HA LA SQUADRA IN TERMINI DI RABBIA E VOGLIA – “Le mie percezioni sono molto positive. Anche dopo Brescia, una sconfitta pesante, ho trovato una squadra carichissima. Si allena da sola, è concreta, ha un basale di altissimo livello, con concentrazione e determinazione. Arriviamo molto molto convinti ad Ascoli. Vogliamo vivere questa partita come una grande chance. Avere l’opportunità di poterci giocare la salvezza diretta ci mette grande energia”.

L’ASCOLI PUÒ DARE GRATTACAPI – “Dovrei stare a elencare le grandi qualità degli avversari che stiamo affrontando. L’Ascoli, soprattutto da metà campo in su, ha giocatori esperti e bomber di categoria. Ma a questo punto deve interessarci poco. Abbiamo grande rispetto dell’avversario ma dobbiamo affrontarlo con determinazione. Sabato ho detto che appiattiamo le differenze con l’avversario e non è un caso”.

LE POSSIBILI VARIAZIONI RISPETTO AL VENEZIA – “Non penso di cambiare moltissimo. Abbiamo un paio di idee diverse rispetto alla partita da fare. Tanti giocatori sono carichi. La squadra somatizza di squadra, torno sui fischi sui singoli. Chi è stato additato sabato di macroerrori, ma sono episodi singoli. Per me le prestazioni di Zilli e Finotto sono state ottime, così come quelle di chi è subentrato. Ho qualche dubbio sulla formazione e sceglierò all’ultimo”.

I NUMERI DI D’URSO, ALLA MIGLIORE STAGIONE IN FATTO DI ASSIST E GOL – “Lo abbiamo ripetuto spesso, Christian ha qualità incredibili. Il fatto che sia una delle sue migliori stagioni a livello di numeri, significa che il contesto esalta le sue qualità. Le scelte, lo dico ai giocatori, non sono fatte sulle caratteristiche del singolo, ma sulle caratteristiche in un contesto. Dove puoi avere spazio o meno spazio. Nessuno mette in dubbio le qualità, ma capita di giocare meno, di venire valorizzato di più o di meno. Ma D’Urso può aiutarci in quella fase dove abbiamo numeri meno alti”.

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