Nell’ultima conferenza stampa nel ventre del Marulla, il giorno prima della partita con il Cittadella, l’allenatore Caserta ci ha tenuto a sottolineare che il suo Cosenza ha una identità (da quello che si è visto soprattutto a inizio stagione, ma da un po’ perduta). Per poi aggiungere che la squadra deve diventare più cattiva e imparare a percepire prima il pericolo.
Di tutto questo non se n’è vista nemmeno l’ombra al Tombolato. L’identità è stata stravolta, la cattiveria la si dovrebbe cercare con la lente di ingrandimento. E sul fatto che i pericoli bisogna percepirli prima basta rivedersi l’azione che ha portato alla punizione dal limite, all’errore da principianti in barriera, la giocata da cui è nato il calcio d’angolo dal quale è arrivato il 2-0 con disattenzione in marcatura inclusa.
L’identità è una cosa seria. E se la perdi, vai in confusione. E il Cosenza di oggi è in confusione: la fotografia è la prestazione di Marras, attaccante esterno che fa la mezzala destra per poi andare sulla fascia e spesso accentrarsi dietro le punte. Di tutto di più nella stessa partita. Oppure Mazzocchi posizionato da trequartista dietro le due punte Tutino e Forte ma che svaria a destra, a sinistra, in avanti. Che tira in porta e che te lo ritrovi al limite dell’area di rigore a fare il difensore aggiunto.
Il tutto, questa è l’impressione, per difendere una idea di gioco che a oggi questa squadra non regge. Perché è vuota mentalmente, perché vive di mal di pancia all’interno dello spogliatoio. Perché manca la cattiveria necessaria per essere competitivi in un campionato sempre difficile qual è quello di Serie B. Così com’è, non sembra essere la squadra capace di giocarsela con tutte, come ha detto tempo fa il direttore sportivo Gemmi.
Questa sembra una squadra dalla resa facile, senza carattere. E il carattere, sia ben chiaro, non è una dote che viene garantita dalle presenze in Serie A o in Serie B, oppure il palmares dei campionati vinti ma buoni solo da esibire quando si frima un contratto. Ci sono calciatori che nella loro carriera hanno vinto campionati grazie a compagni di squadra che facevano la differenza, dentro e fuori dal campo. I giocatori di carattere sono quelli che in un gruppo trascinano, che hanno la forza dei leader. E quelli costano molto, ma molto di più dei 400 mila euro netti che può guadagnare un attaccante di categoria.



Il Cosenza d’identità non sa nulla sono cani, anzi pecore buttati in campo non x giocare, ma a pascolare🤣🤣🤣 ki zavardusi…
ma quando il capitano è D orazio e in panchina hai Caserta….ma dove vuoi andare?? dove?? cosa pretendiamo che Venturi sia Nesta e Voca Maiellaro?? speriamo in una salvezza senza play out.
Bisoli e’ l’anti-calcio, per favore NO!!
Rigore su Tutino clamorosamente non concesso! Non è un alibi ma
Iniziassero a darci quello che in modo sacrosanto ci spetta. Malafede. Var ed arbitro scandalosi ed in netta malafede.
Via Caserta ma Bisoli stesse a casa sua
Uno che non impara dai propri sbagli merita l’esonero
Purtroppo abbiamo una squadra senza palle in primis Caserta
Via Caserta dentro uno che li prende a calci e li fa correre..
bravo !
Solo a dire che un giocatore come Florenzi non gioca o non riesce a trovare posto da qualche parte (centrocampo ovviamente) la dice molto lunga ……. Un patrimonio della società messo in naftalina e non mi si venga a dire che non è in forma , ammesso che fosse ,la forma arriva giocando ,tuttavia non si è accorto che nonostante le poche comparse è sempre stato protagonista di episodi a noi favorevoli . se si ci crede nel giocatore lo fai giocare . A proposito di forma mi chiedo chi lo sia tanto da poter sostenere che Florenzi non lo sia . Reputo questo un fattore molto serio che la società mediti !
Giusto 👏
vero….preferisce mettere i piedi fatati di Voca dietro le punte….pazzesco…
Direttore, scusi, potrebbe essere più preciso sui presunti “mal di pancia nello spogliatoio”? Mi sembra un argomento troppo importante per meritare solo un accenno. Grazie.