Nel corso del monologo del direttore sportivo Fabio Lucioni, andato in scena all’Hotel Duchessa della Sila di San Giovanni in Fiore, la novità più rilevante ha riguardato la questione dei campi d’allenamento. Dopo le difficoltà e il recente “sfratto” dal Marulla da parte del Comune, il neo diesse e i collaboratori del presidente hanno lavorato intensamente per trovare una quadratura logistica.
Secondo alcuni rumors, determinante in questi ultimi giorni l’impegno di uno dei più stretti collaboratori di Via Conforti 25, ovvero Saverio Caligiuri, che ha contattato diverse società e Comuni della provincia, spingendosi fino all’alto Ionio a Rossano, per assicurare strutture idonee alla squadra.
Lucioni ha illustrato la strategia societaria con l’obiettivo di azzerare le difficoltà logistiche della passata stagione: «Voglio togliere ogni alibi ai calciatori affinché pensino solo al campo. Abbiamo già chiuso accordi per avere a disposizione durante la stagione due campi in erba e uno in sintetico per gli allenamenti. I ragazzi avranno tutte le strutture necessarie per esprimersi al meglio”. Il nuovo rampante direttore sportivo ha inoltre speso parole di elogio per la governance del club: “Se la società anche lo scorso anno è riuscita a trovare dei campi dove far allenare la squadra è già una vittoria…».
Il toto-campi: ipotesi e impianti della provincia
Ora resta da sciogliere il rebus definitivo sui rettangoli verdi che verranno effettivamente utilizzati nel corso della stagione. La mappa delle opzioni nel cosentino offre diversi scenari:
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Campi in erba naturale: Tra le opzioni figurano l’impianto del CUS Cosenza (all’Unical), lo stadio di San Fili (qui si sta facendo “pressione” sulla sindaca Cribari), il Lorenzon di Rende e il nuovo stadio di Bisignano. Sullo sfondo resistono le opzioni dello Zicarelli di Fuscaldo (frequentato nella passata stagione) mentre è praticamente impossibile, invece, ipotizzare un ritorno alla vicina Real Cosenza.
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Campi in erba sintetica: La provincia ha visto la ristrutturazione di impianti come Castiglione Cosentino, Piane Crati e Scigliano. Proprio quest’ultimo indizio porta dritto al campo in sintetico citato da Lucioni come alternativa ai due manti in erba naturale. Ma attenzione anche al campo di San Giovanni Fiore, che si trova esattamente a metà strada tra Cosenza e Crotone.
Con il nodo logistico ormai risolto, l’ambiente attende adesso l’ufficialità sui terreni di gioco prescelti. Messa alle spalle l’emergenza della passata stagione, la squadra è pronta a tornare in città con certezze rinnovate e strutture adeguate: un tassello fondamentale per programmare un’annata da protagonisti.



Potrebbe fare come nel treno in Febbre da cavallo; andare verso la fine del convoglio e poi risalire alla stazione successiva. Quindi, trovare un centinaio di campetti e farseli a rotazione con un “ci vediamo prossima settimana e facciamo tutto.un conto”
“Voglio togliere ogni alibi ai calciatori affinché pensino solo al campo…..” Ge Ni Ale!…
ma ci fate o ci siete.
Ci siete, Ci Siete! un po’ di vergogna no eh!
Che squallore.
Perché non andate direttamente a Crotone?
Supa a spiaggia i Crotone
Ma non riesci a scrivere neanche mezza riga in italiano, che pena! Torna a scuola o cambia passatempo!
si parla di problemi logistici risolti, ma ancora non c’è nessun accordo. parano chire cose di calciomercato CHIUSO PER CAPOCCHIO e dopo due giorni CAPOCCHIO alla roglianese che ha offerto un ricco biennale
Beh, si potrebbe innanzitutto andare al campo scuola per la parte atletica. Per allenamenti con il pallone e le partitelle, dato che tutte le strutture della zona e dell’hinterland sono off limits in quanto sono state “bruciate”, ci si potrebbe alternare tra P.zza Loreto e il parco Robinson. Eh vergogna! Che se avesse avuto una gestione onesta e corretta tutte le strutture lo avrebbero rincorso per spalancargli le porte e invece guardate un po’ come ci siamo ridotti! Che schifo.
Destinati a fallire….
Se prima della richiesta di sospensiva al tar poteva esserci qualche minima possibilità di accoglimento del ricorso cautelare del club disattendendo i rischi sulla sicurezza paventati dal comune di Cosenza ora dopo il rigetto e l’inizio a breve dei lavori mai nessun giudice ed in caso consiglio di stato in presenza a qs punto di rischio concreto accoglierà il ricorso.
IL merito non escludo che possa dare magari in futuro ragione al club ma se ne parlerà tra due anni se tutto va bene.
Quindi la Guarascese qs campionato lo giocherà a Crotone senza sponsor e seguito con il rischio serio di retrocessione a prescindere da dove si giochi per aver allestito una squadra primavera.
Quale motivo ha Guarascio per tenersi la società?
Guarascio si tiene una società il cui prezzo ha fissato a 15 milioni di euro ( 10 milioni di debiti in maggior parte verso la holding + 5 milioni li vuole lui ) proprio perchè la stessa è strumentale ad altri interessi che non sono sportivi ma fiscali e finanziari della holding. Il Cosenza Calcio è utile alla holding e per questo non può essere venduto. A tutto questo aggiungiamo che il Cosenza Calcio è il passatempo preferito suo e della geologa Scalise i quali si atteggiano senza sapere e capire nulla di calcio.
Ok, ma questo sembra un aspetto non troppo rilevante: vorremmo infatti precisare che ci sono tanti presidenti, sia pure quotati, che ignorano i dettagli, se non addirittura i rudimenti del calcio!
Guarascese? No, per i tifosi VERI si chiama sempre solo e comunque COSENZA! Cambiarne vilmente denominazione è da penosi ipocriti! Non ci risulta che negli anni della prolungata serie D, dell’Eccellenza, dei debiti inevasi, dei fallimenti e della perdita del nostro storico titolo sportivo si chiamasse Nucarese o Pagliusese! Siete privi di coerenza, imbevuti nella vergogna!
Ancora po fuja Lucio!
Ma torna a scuola, zoticone!
Che Crotonate 😀 Quest’anno saranno risate e umiliazioni ovunque, VI VOGLIAMO COSI’, vi state estinguendo da soli
Guarascio resisti! Per noi 6 punti assicurati!