Il Cosenza, battendo nell’ultimo turno la Casertana con il risultato di 3-1, è salito a quota 40 punti in classifica. Un ottimo bottino fin qui, anche se c’è da considerare che l’inizio del 2026 è stato decisamente negativo, con un pareggio e tre sconfitte.
Ma comunque questo Cosenza sta facendo meglio in termini di numeri di quello che affrontò il precedente campionato di Serie C. Era la stagione 2017/2018, sulla panchina rossoblu c’era Piero Braglia – subentrato a Fontana dopo poche gare – e tutti i tifosi sanno come si concluse quel torneo, con la splendida serata di Pescara. In stagione regolare però il Cosenza viaggiava su un percorso non dissimile da quello attuale.

Nella foto festa gol Tutino
Dopo 24 partite giocate – giornata numero 25, perché in quell’annata il Girone C aveva solo 19 squadre – i Lupi avevano ottenuto 35 punti. La posizione di classifica era la medesima, quarto posto, in coabitazione con il Rende che però aveva giocato un partita in meno. La differenza sostanziale nei numeri in attacco: oggi sono 37 i gol all’attivo, otto anni fa erano ben dieci in meno, a fronte di statistiche molto simili in difesa: 26 gol incassati in questo torneo contro 25.
Oggi la classifica è un po’ più corta. Nel 2018 il Lecce era in fuga, inseguito da Catania e Trapani. La situazione attuale è simile ma la distanza dei Lupi dalla vetta è di 14 punti, contro i 20 dell’epoca.



ma lo stadio allora era pieno per caso ?
Paragoni senza logica, senza senso, e di nessuna utilità.
Per andare in B devi vincere il campionato.
Ai playoff partecipano 27 squadre e ne salirà solo una.
Una volta siamo stati “miracolati”.. ma può succedere solo una volta.
Il Catanzaro (ma anche il Benevento) hanno fatto i playoff innumerevoli volte senza mai vincerli. Da qualche anno anche il Crotone lo sta sperimentando.
Solo la promozione diretta ti porta in B.
Cioè.. noi siamo già fuori.
Forse l’unico modo per ambire alla promozione diretta è quello di liberarci una volta per tutte di questa nostra tifoseria isterica e disfattista, che l con i pretesti più ridicoli diserta persino il Marulla! Questa presa di posizione non aiutacertamente l’autostima dei calciatori e serve solo a procurare enormi vantaggi alle nostre rivali, che non possono che….ringraziare!