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Vai Cosenza, sei sulla strada giusta e con l’atteggiamento necessario per la svolta

La squadra ha recepito in pieno il messaggio di Braglia: pochi rischi e un primo tempo nel corso del quale ha creato tantissime palle gol nitide, sbagliate per l’imprecisione. Devastante la prima mezzora della ripresa

 

Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Fortemente voluta, soprattutto da Piero Braglia sin dalla vigilia della delicatissima sfida con il Cittadella. Tre punti che, al di là della classifica, rappresentano una vera e propria overdose di fiducia per un gruppo al quale l’allenatore continua a chiedere il giusto atteggiamento mentale, al di là di quello che è lo schieramento tattico. Certo, il 4-3-3 visto al Marulla conferma che in campo c’è più equilibrio nonostante si è giocato prevalentemente all’attacco. I numeri lo confermano: ben 8 le conclusioni nello specchio della porta e sette fuori, oltre alle cinque giocate fermate per fuorigioco. E infine i calci d’angolo:  8-2 (3-1 nel primo tempo). Numeri che certificano il dominio dei rossoblu, una partita vinta con grande merito, e se fosse finita con un risultato più rotondo nessuno avrebbe mai potuto battere ciglio.

 

La difesa, a parte qualche passaggio fatto con superficialità da Idda, è stata impeccabile. Perina, anche se poco impegnato, si è preso comunque gli applausi sul calcio di punizione di Pasa, mentre le due parate su Branca nel primo altro non sono che normale amministrazione. Ma è a centrocampo che Braglia ha costruito il capolavoro: Palmiero si è dimostrato imprescindibile nella costruzione del gioco, nel recupero del pallone e in quel gioco sporco che vedono in pochi ma che fanno la gioia di ogni allenatore. Certo, come dice Braglia magari ci saranno partite in cui si arrabbierà perché il tecnico ha bisogno di “centimetri” e lo farà stare in panchina ma questo ragazzo è destinato a diventare davvero un punto fermo. Chi già lo è un punto fermo, anche se con il tecnico grossetano nessuno ha il posto assicurato, come ha ribadito anche nel dopo gara con il Cittadella, è sicuramente Sciaudone. Gol a parte, l’ex centrocampista del Novara riesce ad abbinare qualità e spessore con una facilità disarmante. E ancora non ha il ritmo partita, crescerà con la continuità che Braglia dovrebbe dargli.

 

Attacco. Anzi, attacco leggero. Lo avevamo ampiamente anticipato nei giorni scorsi Braglia e un Cosenza a trazione anteriore: con il Cittadella sarà 4-3-3 e così è stato. Un tridente di grande movimento che non dà punti di riferimento. Si è cominciato con Tutino centravanti, Embalo a destra e Baez a sinistra. Spesso durante la partita si sono scambiati la posizione. Addirittura attorno al 20’ del primo tempo si è visto Braglia dare indicazioni precise allo scugnizzo napoletano spostato a sinistra con l’uruguagio centravanti. O falso nueve come si dice nel linguaggio del calcio moderno. Quei tre là davanti, dopo la piccola variazione tattica, hanno messo assieme quattro chiare azioni da gol tra il 33’ e il 42’. Prima Tutino, tutto solo, ha fallito la conclusione davanti a Paleari. Poi un tiro di Embalo parato dal portiere del Cittadella, ancora l’ex Palermo tutto solo davanti all’estremo difensore veneto e per finire di nuovo Tutino capace di sprecare un assist al bacio di Embalo solo soletto davanti alla porta. Incredibile ma vero. Evidentemente l’atteggiamento, come chiede Braglia, è quello giusto. Magari la prossima volta servirà maggiore precisione. O cinismo, fate voi. Per fortuna anche la prima mezzora del secondo tempo è stata devastante e per il Cittadella non c’è stato nulla da fare. Vai Cosenza, questa è la strada giusta che porta dritti alla salvezza.

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