L’ex Cosenza, collaboratore di mister Oddo, tecnico del Perugia, ha abbracciato l’attaccante catanzarese che ha segnato contro i Lupi. Gesto che non è andato giù alla tifoseria rossoblù.
Minuto 18 del match Perugia-Cosenza. Pietro Iemmello, attaccante dei Grifoni, nativo di Catanzaro e storicamente poco simpatico alla tifoseria rossoblù, segna il gol che sblocca il risultato. Corre verso bordo campo e abbraccia Stefano Fiore, collaboratore del tecnico degli umbri Massimo Oddo, ma anche cosentino di nascita e giocatore che ha iniziato e poi terminato la carriera calcistica proprio nei Lupi, e poi anche dirigente del club.
Un gesto che non è decisamente piaciuto ai supporter del Cosenza, che sin da subito hanno espresso il proprio dissenso, anche attraverso i social. Ma proprio Fiore, rispondendo ad una delle varie critiche ricevute su Instagram, ha affermato: “Non devo ne vergognarmi ne giustificarmi per quanto accaduto. Non ho abbracciato un giocatore né un catanzarese ma semplicemente un mio giocatore con tutta la squadra per festeggiare un gol, niente di più e soprattutto nulla nei confronti del Cosenza. Dimenticate quando io sono retrocesso con tanti ragazzini e senza scappare sono rimasto onorando la maglia fino all’ultimo minuto e quando da direttore ho ricostruito una società dalle macerie senza prendere un soldo e senza che nessuno mi dicesse un semplice grazie. Troppo facile ora sparare sentenze attraverso i social”.
Che ne pensate? Scrivetecelo qui sotto nei commenti.



Ma perché state (stiamo) commentando un articolo del 2019?
Fiore “cosentino”…..ma non fatemi ridere, per essere COSENTINO non basta essere nato all’Ospedale dell’Annunziata, e peraltro il padre è stato una bandiera del Rende Calcio, e come ben sappiamo i rennitani hanno sempre tifato contro il Cosenza e per il Cattanzzaro….sai la novità…….Per essere cosentini e amare fino alle viscere e al midollo osseo i Lupi bisogna essere non solo nati ma cresciuti a Cosenza: bisogna aver giocato a pallone da ragazzini a Piazza Cappello (quando non c’erano alberi o barriere) bisogna aver giocato a pallone nelle sere d’estate a Piazza Loreto, bisogna aver bevuto le spume artigianali arancio o nere al chiosco di Spadafora a Via Piave, con in mano un panzerotto di Senatore che era di fronte; bisogna aver frequentato con il cinquantino le officine di moto di Enzino Malizia, di Franco Filice (u musulmanu) o del fratello Tonino; bisogna essere scappati con la moto (all’epoca senza targa) dagli inseguimenti dei vigili urbani di Cosenza con i loro 150 morini azzurri e disceso a precipizio la scalinata di Santa Teresa; bisogna aver mangiato sin da piccoli i coni gelato da Zorro a Piazza dei Valdesi o mangiato i “cuddurieddri” all’inizio della salita di Corso Telesio; bisogna aver mangiato un panino al salamino da Rondinella; bisogna aver visto la prima partita del Cosenza all’Emilio Morrone, e poi per 57 anni di seguito al San Vito; bisogna aver assistito di persona alla invasione di campo contro l’Internapoli che ci costò un anno e mezzo di squalifica del nostro stadio; bisogna aver preso le pietre dai tamarri del cuozzo nelle trasferte a Cattanzzzzaru…tutto questo significa essere COSENTINO PURO SANGUE e un vero cosentino non può mai gioire per un goal o una vittoria del Catanzaro PUNTO!!!
Veramente Pasquale Fiore ha iniziato la carriera al Cosenza, giocando oltre 100 partite in serie C, per poi andare all’Empoli e finire la carriera a Rende
Penso che sono sempre stato, sono tuttora e per sempre sarò un tifoso del Cosenza, ed un vero tifoso del Cosenza non vedo come possa gioire o esultare delle vittorie del Catanzaro……ma siccome ho sentito commenti di persone che si classificano tifosi del Cosenza, anche se mancano dallo stadio da un paio d’anni, che sarebbero contente se il Catanzaro andasse in serie A, questa è la prova provata della definitiva scomparsa del senso di appartenenza ai colori rossoblù di moltissimi “tifosi” che io definisco “da mezzogiorno in avanti”, ovvero i tifosi occasionali che seguono il Cosenza solo nelle partite importanti (vedi spareggi con Vicenza e Brescia) ma per il resto se ne fregano altamente…….quanto a Fiore mi pare che suo padre sia stato per tanti anni un pilastro del Rende Calcio, e sappiamo benissimo quanto i rendesi abbiano sempre odiato il Cosenza e abbiano sempre fatto il tifo per il Catanzaro…….quindi la cosa non mi meraviglia affatto…..
BASTA!!!!!!!!!!!!!!!! DISERTIAMO LO STADIO!!!!!!!!!!!!!!!
Secondo il mio modestissimo parere Fiore ha sbagliato, perché non si esulta in quel modo. Probabilmente si è dimenticato che deve tutto al COSENZA.Non deve dimenticare che una sera, lui è il padre,si presentarono alla tipografia di Mario GUIDO, allora Presidente del settore giovanile e il padre PREGÒ di prendere il figlio Stefano nel settore giovanile. In quell’occasione, il Presidente, che è stato sempre corretto nei riguardi del personale del settore giovanile, gli rispose che se il responsabile del suddetto settore giovanile cioè-(IO) , riteneva valido il ragazzo , non aveva nulla in contrario a tesserato. Io nell”occasione dissi di SI.Quindi non si esulta in quel modo verso la società alla quale deve tutto.
In che società giocava prima di entrare nel settore giovanile del Cosenza?
Stefano è tifoso del Rende
Caro Stefano , tanto caro ai Cosentini perche’ sei un Cosentino
Figlio di una terra che ti ha dato i natali , figlio di una terra che ti ha fatto crescere calcisticamente , ti ha dato la possibilita’ di esprimerti a vari livelli……si perche’ il Cosenza Calcio non a tutti da questa opportunita’a te la data e proprio per questo il GRAZIE lo devi tu al Cosenza Calcio e poi i Grandi Campioni contro le loro amate ex squadre non hanno mai esultato , ma chiesto scusa abbassando la testa in segno di rispetto e di eterno amore.
Sono sempre dei mercenari
Scusate se mi permetto, ma Stefano Fiore chi lo ha fatto diventare Cosentino?
Bravo, centrato in pieno…….non basta nascere all’Ospedale dell’Annunziata per essere cosentini, ma bisogna esserci nato e vissuto in questa città, bisogna aver giocato a pallone da ragazzo a Piazza Cappello o magari di sera d’estate a Piazza Loreto, bisogna aver bevuto spume arancio o nere da Spadafora a Via Piave, o mangiato i primi panzerotti da Senatore, bisogna aver frequentato a 15 anni con il cinquantino le officine di moto di Enzino Malizia, di Franco Filice (detto il musulmano) o del fratello Tonino, bisogna aver mangiato sin da piccoli i gelati da Zorro o i “cuddrurieddi” all’inizio di Corso Telesio, bisogna aver fatto tutte le scuole a Cosenza, dalle elementari di Via Roma alle medie a Piazza Cappello e lo scientifico a Via Popilia…..bisogna aver guardato la prima partita del Cosenza all’Emilio Morrone e poi per 57 anni di seguito al San Vito, bisogna aver preso le pietre dai tamarri del cuozzo nelle trasferte a Catanzaro….questo significa essere COSENTINI e un vero cosentino non può che amare i Lupi e odiare il Catanzaro PUNTO!!!!!!
Facitimi capì non doveva esultare?Perché?È pagato al Perugia e fa bene ad esultare!Cu sta mentalità cusenza non farà niente!
Vrigognati e vai fuori …..dal tunnel !!!!