L’allenatore ricorda ancora la parentesi del 2004: “Mi sono ritrovato lì nel momento sbagliato ma ho sempre seguito le sorti della squadra. Il ritorno in Serie B, dopo tanta sofferenza, ritengo sia il giusto premio per la città e per i tifosi”
Nella prima parte dell’intervista esclusiva rilasciata a tifocosenza.it, l’argomento Cosenza non è stato toccato. Ne parliamo adesso. Beppe Sannino dalle parti del San Vito, oggi stadio Gigi Marulla, è passato in uno dei momenti più bui della storia del calcio cittadino. Stagione 2004-2005, campionato di Serie D: il direttore sportivo Angelo Sorace gli affida la guida dei rossoblu. Sono molto amici i due, da calciatori avevano giocato assieme nello Spezia. Era il Cosenza FC. Ma in piena estate viene riammesso anche il Cosenza calcio 1914. Il club storico, fallito nel 2003. Presidente padre Fedele Bisceglia con tanti pezzi della storia rossoblu al suo fianco. “Quando accettai – ricorda Sannino – c’era un solo Cosenza. E per me era quello il Cosenza. Poi è sopraggiunta la decisione della Figc e ovviamente cambiò tutto. La città era molto legata a quel simbolo e, giustamente, in tanti ritenevano il 1914 il ‘vero’ Cosenza. Peccato…”.
È lucido il ricordo del tecnico campano, nonostante poi andò via assieme a Sorace e al suo posto venne ingaggiato Giacomo Modica. “Guarda che Cosenza mi è rimasta nel cuore. Ancora oggi mi sento con tantissimi calciatori di quella squadra. La sensazione che ho sempre avuto, è stata di quelle che ti senti appiccicato addosso tutto: l’ambiente, la città, i tifosi”. Ne parla con un filo di nostalgia Sannino. “Sai, Cosenza è una di quelle parentesi della mia carriera, diciamo lasciate a metà. Mi sarebbe piaciuto viverle adesso, quelle sensazioni. Tornarci? Io ripeto spesso: mai dire mai…”. Sannino dopo le recenti parentesi all’estero, vorrebbe tornare ad allenare in Italia. Per lui sarebbe più di una scommessa. “Amo mettermi in gioco. Con l’aiuto di tanta esperienza in più”.
E cosa ne pensa Beppe del campionato del Cosenza? “Quest’anno ha sofferto un po’. Se dovesse riprendere il campionato, come sento da più parti, restano da giocare ancora dieci partite e la salvezza rimane possibile. Anche se dopo due mesi di stop non sarà facile ricominciare. Certo, sarà difficile per tutti. Ritengo che molti valori si azzereranno e per alcuni sarebbe come ricominciare daccapo. Ovviamente – conclude Sannino – io farò il tifo per il Cosenza”.



State pur certi che alla fine nn giocano , al Nord specialmente ancora sono flagellati ,con morti e infetti … resta da capire se bloccano le retrocessioni con la B a 2 gironi o cosa… certo che il Cosenza Calcio poteva e doveva fare meglio, inutile piangersi oggi …
Mister….. ma veramente vorresti fare parte di questa società bancareddraaaaaaaa????????????????????
Per il momento c’è Mr Occhiuzzi……
Forza Lupi….
Ci salviamo e passiamo alla storia
Se giochiamo con sti pseudo professionisti C a vita… Riviere Asencio Lazaar ci scumpariscianu … per il resto farebbero fatica a salvarsi persino in serie D ;
Altro che blocco e riforma si rigioca allenamenti dal 18 , cumu si nenti fossa… ne vedremo delle belle ; campionati falsati, guerre in tribunale, disordini e burdelli ; Gargame’ ciavii i pinsa’ a luglio , quando pensavi tu e Trinchetto di fare la B cu sa banda! Vergogna
Bravo a Gargamella , mo fatti sa C e aru campu jati tu e Trinchera
Il Garga lavora per la B a 2 gironi ( Nord e Sud) cussi ‘risparmia gli aerei ed e’ felice ( lui) … tempi duri se si rigioca , siamo scesi !!
Spadafora ha dato ok , il mondo e’governato da “PILA” e dagli affaristi… vogliono ripartire , quindi con questa squadretta di paralitici , senza palle la C e’ garantita… Ottimo Guarascio …
Magari. Persino in serie D ha fatto vedere gran bel calcio