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Cosenza, l’appello del Centro Coordinamento Club

“La Serie B non è di Guarascio ma di tutti noi: restiamo uniti e compatti affinché venga fatta giustizia a dispetto della mancanza di lealtà sportiva da parte del Chievo”

“Il rispetto delle regole, l’anarchia e il nati per soffrire di una città, di una comunità intera, il cui destino sportivo diventa un vergognoso ping pong tra un potere e l’altro. Ecco, questo è lo stato d’animo che vive ogni tifoso del Cosenza, durante questi lunghi giorni di attesa, tra un sì, un no e un forse, che rimbalzano su diverse testate locali e nazionali in un furioso tam tam, idoneo solo ad aumentare ansia, preoccupazione e sdegno”. Lo scrive Massimiliano Pesce, presidente del Centro Coordinamento Club Cosenza, in una nota diffusa alla stampa.

Nel comunicato si legge ancora: “Sì, è proprio una malattia che non va via. Dopo una retrocessione amara, avvenuta in campo per demeriti societari e tecnici, ben noti anche ai sassi, ci ritroviamo qui, ancora oggi, a sperare in un sogno chiamato giustizia sportiva. Le ultime vicende, di cui la società Chievo Verona è stata protagonista, indignano e scoraggiano, non solo le tifoserie da nord a sud, ma soprattutto quelle realtà sportive che negli anni precedenti, inclusi gli ultimi due anni pandemici, si son sobbarcate il peso di numerosi sacrifici economici e finanziari, al solo scopo di garantire la regolare prosecuzione di uno degli sport più seguiti al mondo”.

“Sacrifici, appunto, di cui la società scaligera si è beffata con supponenza e arroganza, eludendo consapevolmente obblighi fiscali e leggi statali. All’oltraggio perpetrato verso i principi di legalità, trasparenza e correttezza, si aggiunge quello di una totale mancanza di lealtà sportiva. Ciò che turba profondamente ciascun tifoso – prosegue la nota del presidente pesce – è la connivenza di un sistema corrotto che ha avallato tale scempio, venendo meno pertanto ai principi sanciti dalla stessa Federazione nazionale, la quale non ha evidentemente vigilato con attenzione sul rispetto di tali regole da parte delle sue affiliate, sancendo così una sorta di anarchia, della serie: ma fate un po’ come ve pare”.

“Come Centro di Coordinamento ci sentiamo di rivolgere un appello a tutti i tifosi del Cosenza, da ogni latitudine grado essi si trovino. Restiamo uniti e compatti nel difendere nella maniera più assoluta la giusta riammissione in serie B, così come stabilito dal Collegio di Garanzia. Stampa, tifoseria (tutta) e le associazioni a difesa dei tifosi remino verso un unico obiettivo. Non è il momento delle divisioni. La serie B non è di Eugenio Guarascio ma appartiene a tutti noi. Una volta riavuto ciò che ci spetta di diritto – conclude la nota del Centro Coordinamento Club Cosenza –, si potrà tornare alla legittima contestazione che aiuti a smuovere una proprietà societaria sonnolente e poco reattiva alle sorti dei tanti cuori rossoblù. I club affiliati sono pronti a manifestare duramente contro quello che si prospetta come l’ennesimo torto sportivo rifilato al Cosenza”.

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