Il Cosenza merita più rispetto, anche da chi sarebbe interessato all’acquisto…

Fra trattative poco chiare e l’immobilismo dell’attuale proprietà il rischio concreto è quello di un futuro senza nessuna certezza di rilancio

La protesta nei confronti dell’attuale proprietà del Cosenza è la scena di un film già visto. Cambiano i protagonisti ma il fine è sempre lo stesso: spingere verso una svolta, la guida del club. Il ritorno in Lega Pro è una ferita, l’ennesima, difficile da far rimarginare. La spinta emotiva legata ai risultati negativi sta condizionando giudizi e umori, sfociati in una contestazione legittima. E che dovrebbe invitare a fare chiarezza. Non fosse altro per il rispetto che merita la storia del club.

La proprietà dovrebbe fare il primo passo, urge una messa a fuoco sulle voci che stanno scandendo le ultime ore. Le trattative non si fanno né sui social, né sugli organi di informazione. E nemmeno seduti attorno a un tavolo tra prelibatezze culinarie e un buon bicchiere di vino. E soprattutto le trattative si fanno alla presenza dei diretti interessati. Dai possibili acquirenti a chi, proprio in virtù delle proteste in atto, viene invitato a farsi da parte a seguito del vergognoso epilogo del 10 maggio scorso.

Si racconta di cordate pronte a investire milioni di euro per costruire la squadra che verrà. Si racconta di mail riservate ma diventate pubbliche prima ancora che arrivassero al diretto interessato. Si racconta di imprenditori disponibili a rilanciare il Cosenza, a patto che l’attuale proprietà non chieda soldi. Nemmeno se il futuro del club fosse condizionato da una non quantificabile montagna di debiti. Se c’è una certezza dalla quale partire è proprio la solidità economica. La gestione oculata dei conti ne fa una società appetibile. E questo, si presuppone, debba avere un costo. Esagerato o meno che sia, per averne contezza bisognerebbe rivolgersi al diretto interessato. Passaggio obbligato per chi ha a cuore, come viene sbandierato, il futuro del club.

Si è di fronte a una ridda di voci incontrollate che non aiutano. Andrebbe messo un freno e fatta chiarezza. E la massima istituzione cittadina potrebbe venire in soccorso. La pausa di riflessione è stata già lunga. Dica il sindaco se realmente ci sono i presupposti affinché si possa arrivare alla chiusura del cerchio. Che ci sarà o meno una nuova proprietà, il dato preoccupante sono l’immobilismo e la mancanza di programmi. Anche, e soprattutto, da parte della proprietà attuale. Il Cosenza merita rispetto. Da parte di tutti.

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44 Commenti
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Dario
5 anni fa

I conti saranno anche apposto ma il patrimonio tecnico è praticamente nullo, vanno ingaggiati almeno 15 calciatori… E questo è un costo.
Ci sono società indebitate che magari hanno sotto contratto giocatori che hanno giocatori che valgono plusvalenze.
Io non esalterei più di tanto questi “conti apposto”

Giuseppe u lupu a rroma
5 anni fa

Krusty un ti scorda a serie bbi

KaiserFranz
5 anni fa

Non vorrei che la tifoseria, che attua una pressione anche mediatica nei confronti dell attuale proprietà diventasse strumento di persone o giochi più o meno chiari, per poter intervenire dopo l abbandono, forzato, di Guarascio. Sarebbe come uscire da un brutto sogno per entrare in un incubo. I nuovi pretendenti, singoli imprenditori o cordate, per dare serenità a tutto l ambiente, sempre se ci sono, dovrebbero uscire allo scoperto chiedere pubblicamente un incontro all attuale proprietà, magari fare un offerta e illustrare i programmi. Altrimenti si è di fronte al nulla e la tifoseria recita, senza saperlo, il ruolo dei servi sciocchi.

Dodo'
5 anni fa

Cmq non perdesse tempo, programmare bene la campagna acquisti con staff all’altezza

Dodo'
5 anni fa

Certo che la verità sui possibili veri acquirenti sta nel mezzo. Certa è una cosa : se si presentano con i soldini guarascio cede.
Ma per adesso nessuno ha bussato alla porta.

Teresa .m.
5 anni fa

Squadra costruita pietosamente ,per retrocessione via Guarascio ,nessuno allo stadio.

Luca
5 anni fa

Dopo il miracolo dell’ anno scorso siamo partiti a settembre con una squadra ridicola che non poteva che scendere. In avanti avevamo borrelli gliozzi e petre cioè il nulla per fare la serie b!!!!! A gennaio hai peggiorato hai preso 2 cadaveri fermi e rotti , vendendo baez!!!dunque volevi scendere !!!!!! Colpevoli guarascio e occhiuzzi. Se ne devono andare via tutti e 2!!!!! Sparire ci hanno mortificato !!!!@

rob
5 anni fa

UN AMBIENTE COSI AVVELENATO DA UN SOTTOBOSCO MOLTO TORBIDO NON PUO CHE FAR AVVICINARE SOLO AVVENTURIERI E TRUFFALDINI .
L UNICA SPERANZA È UN PRESIDENTE ALLA COMMISSO APPASSIONATO E PIENO DI …SOLDINI CHE FACCIA PIAZZA PULITA DI SALTIMBANCHI E PAGLIACCI CHE RUOTANO INTORNO AL CALCIO SIA NAZIONALE E SIA LOCALI .
MA DUBITO DI TUTTO CIO

REX
5 anni fa
Reply to  rob

Conosci molto bene chi ha “avvelenato” l’ambiente calcistico
Il responsabile è uno e uno solo…..
E si sapeva che sarebbe finita così

Non fare il finto tonto rob

Fulvio
5 anni fa
Reply to  rob

Chissa chi lo ha avvelenato e fatto business … Ipocrita ;

Massimo
5 anni fa
Reply to  rob

Rieccolo il grande sostenitore che diceva che era tutto bello, tutto a posto……che erano tutti bravi…………..non conosci vergogna.
Silenzio ,solo questo dovresti, silenzio.

KaiserFranz
5 anni fa
Reply to  rob

Concordo sul sottobosco torbido. Ho letto qualche nome, molto gettonato anche nei commenti, che dalle cronache di Iacchite, non sembra proprio il massimo.

Luiz
5 anni fa
Reply to  rob

E’ un anno intero che scrivi cavolate , sempre a difesa di Guarascio e company, e mo te ne esci co ste cose??? MA vai va…..

Marco B
5 anni fa

Prepariamoci al ritiro con 7 giocatori e zero programmazione. Questo nn vuole mollare l’osso . D’altronde la retrocessione x Guarascio è stata programmata e voluta. Tra paracadute, baez e valorizzazioni varie i soldi in gioco nn sono pochi. Nn mollera’ se nn dietro un succulento ritorno economico

Giuseppe u lupu a rroma
5 anni fa

Per cambiare l antifona a cs un unica soluzione ribellione assoluta durante l anno calcistico quando cominciano a fare i luardi a cominciare da quegli strafottenti e specie di giocatori facendoli camminare per la citta ccu dua pedi ntra na scarpa. Una volta retrocessi cchi putimu fa cchiu. Se avessimo fatto cosi gia da cs fr eravamo ancora in b chiss e ppoco ma sicuro. Mo pensamu sul a cciancia

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