“Innocente”, il docufilm di Sky Sport diretto da Federico Ferri e Silvia Vallini, racconta la storia di Michele Padovano, vittima di malagiustizia, con un focus sul suo periodo a Cosenza dal 1986 al 1990. Padovano narra la sua esperienza in carcere, iniziata il 9 luglio 2006, giorno della vittoria dell’Italia al Mondiale.
Ricorda il suo arrivo a Cosenza nel 1986, il debutto nel derby contro il Catanzaro e la storica vittoria a Salerno, evidenziando il legame speciale con il compagno Denis Bergamini, a cui ha dedicato il nome del figlio. Michele ha espresso il suo dolore per la vicenda legata all’omicidio che ha portato lo scorso 1 ottobre alla condanna di Isabella Internò a 16 anni di reclusione.
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Caro sig. Guarascio, per un momento provi a percepire (sappiamo che non è facile) i sentimenti degli sportivi e dei tifosi cosentini, la aiuto io. Fino a qualche tempo fa una buona parte di cosentini (in senso lato) apprezzava il suo operato (ha portato il Cosenza in serie B, dove ormai gareggia da 7 anni) credendo che la sua gestione oculata ed impeccabile al punto di vista di bilancio fosse il modello a cui tendere, anche considerando la ‘povertà’ che caratterizza la Calabria. La speranza era di migliorare ogni anno dal punto di vista di organizzazione e struttura societaria, per diventare nel tempo un modello virtuoso a cui tendere (settore giovanile da valorizzare, strutture sportive di proprietà adeguate a puntare sui giovani ed a mettere la prima squadra in condizione di allenarsi in maniera proficua, marketing e coinvolgimento della tifoseria e delle comunità locali etc) che garantisse un brand solido ed attrattivo. Purtroppo quest’anno anche i più convinti si sono dovuti ricredere, io sono tra quelli: organigramma inesistente, struttura societaria completamente inadeguata, mancati pagamenti ai fornitori (anche persone fisiche) e pioggia di decreti ingiuntivi, penalizzazione, comunicazione con indirizzo completamente errato, scelte incomprensibili (es prezzo biglietto derby, mancata iscrizione femminile, etc etc). Ad oggi, sportivi e tifosi hanno un solo sentimento: sdegno. Dunque, ci pensi bene: meglio essere odiati continuando così, o essere apprezzati cambiando stile e politica? C’è anche una terza possibilità…. È tutta Cosenza ci spera! Grazie dell’attenzione.
Un campione e per me e tanti altri l’idolo di quando ero bambino e giocavo a pallone con i miei amici in cortile. Nessuno che ha giocato con noi è mai arrivato più in alto di lui.
Altri tempi , altri Presidenti , altre gestioni , non c’erano i soldi delle tv eppure ho visto calpestare il Marulla fior di giocagori , Signori allenatori e sfiorare la serie A per ben tre volte ( Giorgi , Reia , Silipo ). Dispiace per quei tifosi che si sobbarcano km e km e spendono tanti soldi per assistere a spettacoli penosi della propria squadra. Ma la colpa non è dei giocatori ma di chi li porta a Cosenza . Purtroppo facendo cosi sj offende la NOSTRA STORIA . Spero che un giorno tornino quei tempi e il mio pensiero va alle parole di Padovano al suo primo derby a Cosenza con 30.000 presenze ecco questo ricordo nessuno lo puo cancellare e spero che la befana nella calza mi faccia trovare quello che molti tifosi si auspicano ……
Bravo 👏👏👏👏