Per primi ci hanno pensato il direttore sportivo Lucioni e l’allenatore Coppitelli a sottolineare che c’è bisogno di pazienza perché il Cosenza di quest’anno è una squadra giovane. Certo, ci sono tanti ragazzini e tanti poco esperti della categoria ma non può certo essere definita squadra giovane.
Però le dichiarazioni ripetute da inizio stagione hanno quasi convinto tutti. O meglio, una buona parte degli appassionati. Ancora di più i vertici del club, tant’è che in Via Conforti 25 su input del presidente del Consiglio di amministrazione la dottoressa Rita Rachele Scalise, nell’ultimo comunicato stampa c’è proprio un passaggio che lo sottolinea: “La nostra è una compagine giovane nella quale crediamo e che ha bisogno di sostegno, soprattutto nei momenti difficili come quello che stiamo cercando di affrontare”.
Così, senza andare molto lontani abbiamo spulciato la distinta e i 16 calciatori utilizzati da Coppitelli nella catastrofica partita di Giugliano. Fra titolari e subentrati gli under sono stati soltanto 8: due di 20 anni (Barone e Almaviva), tre di 21 (Iliev, Quieto e Achour) e tre di 22 anni (Pascalau, Contiliano e McJannet). L’altra metà dei calciatori utilizzati vanno dai 26 anni di Energe ai 33 di Dametto. I 27 di Petrovic, 28 di D’Alena, 30 Clemente e Dzepar, 31 Palmieri e 32 anni Dalmazzi.
La media dice 27,4375 anni. Non certo media di una squadra giovane. Anzi, tutt’altro. Ma al netto dell’età, il problema vero è che il direttore sportivo Lucioni ha costruito una rosa inadeguata all’obiettivo minimo, ovvero la salvezza. Che per una realtà come il Cosenza rappresenta uno schiaffo alla storia, alla passione e a quel che rimane del senso di appartenenza.
Vero, il duo Scalise–Guarascio non hanno messo nelle condizioni Lucioni di poter operare. Un budget decurtato settimana dopo settimana, fino a rasentare lo zero… Si è pensato soltanto a incassare. E i risultati sono lo specchio fedele di quanto sia scarsa questa squadra: se il Crotone non avesse avuto la penalizzazione da scontare, il Cosenza sarebbe ultimo con un solo punto. Giusto per non passarci sopra.



Ora che hanno venduto l’impossibile, vorrebbero vendere anche la societa’ per evitarsi l’umiliazione di una seconda retrocessione dopo quella dalla B alla C, furbi eh! A Gennaio per tentare di salvare la squadra dovrebbero spendere, per esonerare Coppitelli dovrebbero spendere, ma non gli conviene, quindi abbandonano la barca prima che affondi. Ma troveranno un pazzo che rilevi la societa’ in queste condizioni?
Guarascese andra in D, tutto gia scritto, con fallimento pilotato dopo aver venduto il vendibile. Non e’ il vero Cosenza calcio.
Alla storia di serie d
Disamina specchio fedele della realtà.
Purtroppo
sono semplicemente scarsi