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Cosenza, il 4-3-3 sembra la prima certezza per provare a sigillare la salvezza in cassaforte

Il pareggio in rimonta (da 0-2 a 2-2) di Verona conferma che l’idea di Braglia potrebbe essere quella giusta. Il 4-2-3-1 iniziale non ha funzionato, le cose sono migliorate dopo il cambio del modulo che lo stesso tecnico ha deciso di modificare in extremis (nell’undici iniziale era stato inserito Palmiero) 

 

Un altro mattoncino sul muro che dovrà custodire la cassaforte del Cosenza nella quale sigillare la salvezza prima possibile. Il punto conquistato a Verona lunedì sera è di quelli pesanti, per tanti motivi. Intanto perché si è giocato in casa di una delle corazzate del campionato, perché si era andati sotto di due gol, perché la prestazione non è stata all’altezza delle attese, perché questa squadra, come ha detto Braglia nel fine partita, non si arrende mai grazie anche a un’ottima condizione atletica. E complici anche i limiti del Verona, sonoramente fischiato dai propri tifosi, sui titoli di coda è arrivato il pareggio che sarebbe potuto trasformarsi in vittoria se il fallo su Perez fosse stato valutato in modo diverso (il calcio di rigore poteva starci) e se Tutino avesse sfruttato meglio l’occasione avuta. Ma va bene così: passare da una sconfitta alla conquista di un punto nel giro di pochi minuti è una grande cosa. E non solo per la classifica (i rossoblu hanno ora un margine di +3 sul Foggia) ma anche per continuità considerato che si tratta del 5° risultato utile di fila (4 pareggi e una sola vittoria).

 

L’idea di puntare sul 4-3-3 (come avevamo anticipato nel periodo in cui non eravamo ancora on line Braglia pensa a un Cosenza con il 4-3-3 per la seconda parte di campionato) era stata ribadita nel momento in cui in Tribuna stampa è stata consegnata la distinta con Palmiero nell’undici titolare ed Embalo in panchina. Poi il cambio in extremis: dentro l’ex Palermo e fuori il giovane play napoletano, con Braglia che ha disegnato un Cosenza con il 4-2-3-1 (provato nel corso della rifinitura). L’esperimento non ha funzionato: il Verona ha sempre avuto il pallino del gioco in mano con Bruccini e Mungo in sofferenza a metà campo considerata la superiorità numerica degli uomini di Grosso. Le cose sono cominciate ad andare meglio con l’ingresso di Sciaudone al posto di Embalo, il cambio tra gli ultimi due arrivati ha portato più equilibrio a centrocampo. Positivi anche gli innesti di D’Orazio (per Legittimo) e soprattutto quello di Perez (al posto di Maniero) che ha portato fisicità e dinamismo in attacco, nonostante nel frattempo il Verona si era portato sul 2-0 con Di  Carmine.

 

Con il 4-3-3 si è visto un altro Cosenza, una squadra comunque in grado di reagire a un Verona che fino a quel momento aveva sempre avuto lo scettro del comando. I gol di Sciaudone (debutto migliore, l’ex Novara, non avrebbe mai potuto immaginare considerato che con i nuovi compagni di squadra si era visto per la prima volta in albergo durante il ritiro pre gara) e Idda (secondo centro stagionale per il difensore centrale, dopo il gol che aveva deciso il derby di Crotone) sono stati la logica conseguenza di un atteggiamento diverso che potrebbe diventare il punto di partenza per il prosieguo della stagione. Appena Embalo, che lunedì sera non ha convinto del tutto, e lo stesso Sciaudone alzeranno l’asticella della condizione sembra evidente che Braglia punterà sul 4-3-3 con l’ex Novara al quale, presumibilmente, verranno affidate le chiavi del centrocampo. Un punto, quello del Bentegodi, che rappresenta un ottimo viatico in vista della sfida di sabato pomeriggio (ore 15) al Marulla contro il Cittadella.

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