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Braglia: “Al Cosenza non dovranno mai mancare motivazione e determinazione”

Il tecnico rossoblu è intervenuto ai microfoni di B Magazine: “Credo che siano stati tutti momenti belli: a me piacciono le piccole cose, come quando arrivi al campo ti diverti e ti senti più giovane…”

La promozione dalla Serie C alla cadetteria è un qualcosa di incredibile, quasi di insperato per una società come il Cosenza Calcio. E mister Braglia, ai microfoni di B Magazine, conferma le difficoltà: “Ogni anno la situazione è diversa e particolare. In C dovevamo cercare di salvarci perché eravamo penultimi, poi abbiamo visto che potevamo raggiungere i playoff e ci siamo riusciti. Allora ci siamo detti: “Ora ci divertiamo” e siamo riusciti a conquistare la B. Quest’anno siamo partiti per salvarci e siamo rimasti sempre in corsa per il nostro obiettivo. Faccio i complimenti a ragazzi, società e tifosi. Siamo rimasti tutti uniti fino alla fine.”

Motivazione e determinazione, elementi essenziali per il successo sportivo: “Senza questi due fattori, l’epilogo sarà la sconfitta, al di là dei nomi e dei giocatori forti. E poi l’umiltà, senza quella non vai da nessuna parte”. La discussione, poi, si allarga al modulo preferito dal tecnico toscano: “lo scelgo in base ai giocatori che ho a disposizione. Ho vinto 3 campionati con il 3-4-3 poi col il 4-2-3-1 ho sfiorato i playoff di B con la Juve Stabia. Non
contano i moduli, ma l’interpretazione dei ragazzi. Ci vuole naturalmente un’idea di base, poi è il campo che ti dice
se l’idea è giusta o se devi cambiare”.

Vari istanti in mente della stagione appena passata, Braglia ne ricorda qualcuno: “Il momento più difficile della stagione è stato all’inizio, quando abbiamo perso due partite consecutive e c’è stato qualche mugugno. Abbiamo però ripreso a correre e siamo andati a vincere a Crotone. Quel risultato ci ha dato determinazione e poi siamo entrati in condizione. Difficile, invece, scegliere un momento bello. belli: a me piacciono le piccole cose, come quando arrivi al campo ti diverti e ti senti più giovane, quando ti fanno i cori allo stadio oppure l’abbraccio
con Stefano Trinchera, il nostro direttore sportivo, quando abbiamo vinto la finale lo scorso anno. Ma io non vivo
di ricordi, mi piace guardare avanti”.

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