Dopo i primi giorni di lavoro sul terreno sintetico di San Giovanni, per i rossoblù di Federico Coppitelli c’è una grossa novità . Un inizio di stagione che si preannuncia intenso non solo sul piano atletico, ma anche su quello organizzativo: la società ha infatti riorganizzato il programma di preparazione con una singolare formula a doppia sede.
Il programma: mattina a San Giovanni in Fiore, pomeriggio a Camigliatello
I calciatori seguiranno una tabella di marcia sdoppiata. Al mattino le sedute di allenamento si svolgeranno a San Giovanni in Fiore, mentre nel pomeriggio il gruppo salirà sui minivan per percorrere i 26 chilometri che separano il quartier generale dal terreno di gioco di Camigliatello Silano.
Una scelta, quest’ultima, dettata dalla ferrea volontà del gruppo squadra di lavorare su un manto erboso naturale. Per una formazione abituata a calcare i campi in erba la domenica, l’ipotesi di svolgere l’intera preparazione sul sintetico aveva subito creato dei malumori.
Il terreno di Camigliatello Silano (che ospiterà i rossoblù fino al 31 luglio) è una vecchia conoscenza del calcio cosentino. Negli anni ’90 il Cosenza, quello “vero” di Gigi Marulla e Gigi De Rosa, si allenava in estate su questo campo. Mentre due stagioni fa la struttura aveva ospitato il ritiro della formazione Primavera del Cosenza, all’epoca guidata da Nicola Belmonte.
Se dal punto di vista tecnico la scelta dell’erba naturale soddisfa appieno le richieste di Coppitelli, a far discutere è la gestione logistica dello spostamento. La squadra ha infatti stabilito la propria base operativa presso l’Hotel Duchessa della Sila. I calcoli sui tempi di percorrenza lasciano inevitabilmente un po’ di perplessità : tra andata e ritorno, lo staff e i calciatori dovranno affrontare circa 50 minuti di viaggio al giorno solo per raggiungere il campo pomeridiano. Un fattore stress che andrà gestito al meglio per non gravare sui carichi di lavoro di questo cruciale pre-campionato.





Quindi in ritiro andranno 5 giocatori…
..quanti bastano per attaccare il cartello ” casa Cosenza” con il nastro da pacchi.
Ben visibile nella foto.
Sentimento comune: tra lo schifo e la pena.