Il 5-2 subito a Giugliano ha provocato tensioni in casa Cosenza. Che vanno ben oltre il comunicato stampa fuffa, tra l’altro con un errore lessicale che ha scatenato i commenti ironici sul web. È stata probabilmente la giornata più lunga per Federico Coppitelli da quando è alla guida dei rossoblù, perché di fatto da Via Conforti 25 ci si “aspettavano” le sue dimissioni.
Scossone che invece non è arrivato. Anche se il nervosismo si tagliava a fette questa mattina al Marulla, dove la squadra si è ritrovata per una sessione di allenamento ridotta. Una mezzoretta in tutto, prima che i calciatori venissero lasciati liberi. Anche perché reduci dal viaggio di ritorno da Giugliano che li ha portati in città a notte fonda.
Le prime avvisaglie si erano già registrate negli spogliatoi del De Cristofaro a Giugliano, dove non sono sfuggiti a occhi indiscreti momenti di tensione tra l’allenatore Coppitelli e il direttore sportivo Fabio Lucioni. Evidentemente figli dell’adrenalina del dopo partita. Grazie all’intervento di due dirigenti è tornata la calma in breve tempo, anche se un residuo di scorie si è respirato anche stamattina al Marulla.
Ovviamente Coppitelli non ha fatto nessun passo indietro. Si è provato in tutti i modi a “spingerlo” verso le dimissioni, tant’è che in tarda mattinata si era diffusa la voce che ciò fosse avvenuto. Invece no. Il tecnico romano va dritto per la sua strada, consapevole del fatto che, al di là delle dichiarazioni di facciata, la squadra costruita dal direttore sportivo Lucioni farebbe molta fatica a salvarsi nel Girone I della Serie D. Figuriamoci in C.
Intanto sabato a Crotone si gioca (fischio d’inizio alle ore 14.30) con la Scafatese, un altro scontro diretto per la salvezza. I campani di punti in classifica ne hanno 6, a differenza del Cosenza fermo a quota 1 dopo 5 giornate. Un primato negativo che sta spingendo il Vecchio Lupo verso il baratro della Serie D…



Vorrei lanciare una proposta per uns nuova società che rappresenti il Cosenza calcio, e cioè bisto che non ci sono inprenditori che vogliono investire direttamente, si potrebbe creare una società di azionariato popolare per raccogliere un vapitale sufficiente per avviare la nuova società che poi sarebbr sostenuta nella sua crescita dal popolo rossoblu con le presenze lo stadio e l’acquisto di gadget che costituirebbero il badget per la gestione societaria. Bisognerebbe individuare il management valido e soprattutto interessato alle soryi societarie. Naturalmente gli imprenditori locali dovrebbero fungere fa sponsor, e sottoscrivere quote azionare consistenti per fare liquidità al bilancio della società che potrebbe disporre delle necessarie risorse per formare una squadra vincente che in pochi anni possa approdare ad un campionato professionistico di prestigio. L’unica incognita è quella della collaborazione di tutti i soggetti che dovrebbero partecipare al progetto considerato che wui a Cosrnza non esiste tale cultura.
Squadra da serie D. Allenatore pure.
Risulti quanto mai noioso. Lo scherzo è bello quando dura poco.
Vorrei sapere a chi ha chiesto informazioni Coppitelli prima di venire a Cosenza….
Va tammazza
Trovatevi un lavoro vero. Le dimissioni di coppitelli non servono a niente se lucioni non va via e la societa non viene ceduta. Coppitelli e’ solo il povero disgraziato di turno.
devi ammettere che ce ne sono più a Cosenza che in sila di Vavusi il classico cosentino che si accontenta delle briciole pur di vedere una partita anche se si chiama Guarascese non fa differenza u paulluni a Cosenza è morto da tempo gente fa finta di niente
Tra Coppitelli e la società c’è al momento una guerra di nervi in atto. Se lui si dimette sa che perde lo stipendio ma almeno potrebbe trovare un’altra e migliore panchina in corso d’opera. La bancarella non lo esonererà in quanto sa perfettamente che qualora lo facesse dovrebbe pagare il suo stipendio nonché di quello che lo sostituirà. La bancarella resterà ferma in quanto il suo obbiettivo è retrocedere.
Bravo! Quelli che parlano di Guarascese sono dei poveri traditori e falliti mentali.
Coppitelli, fra tutti, è la persona con minori responsabilità per tali drammatici risultati. Credo faccia bene a restare in sella. Chi dovrebbe porsi delle domande è colui che dichiarava “missione compiuta” riguardo allo smantellamento della rosa, oltre naturalmente al duo al comando