Fabio Lucioni, vicino al ritiro, ha risposto alla chiamata del Frosinone per aiutare la squadra a centrare la salvezza. E dire che sia durante il mercato estivo, sia nella parentesi di gennaio è stato accostato al Cosenza. Indiscrezione sempre negata dal direttore sportivo Delvecchio, che l’ha liquidita con la classifca frase di cirocstanza: «Ce l’hanno proposto, ma non ci interessa».
A 37 anni, il difensore centrale ha scelto di rimettersi in gioco, tornando nel club con cui due anni fa ha conquistato la promozione in Serie A da capitano. Dopo essere stato tagliato dal Palermo e aver preso in considerazione un futuro da direttore sportivo, Lucioni non ha esitato ad accettare la proposta del Frosinone. Il suo ritorno è stato decisamente decisivo. Schierato in campo, nell’ultima di campionati contro il Mantova, ha contribuito alla vittoria della squadra dopo un digiuno di otto giornate.
L’impatto del difensore è stato evidente, tanto che l’allenatore Bianco ha sottolineato l’importanza del suo contributo, dichiarando: «Senza Fabio non avremmo vinto, ci ha dato qualcosa in più». Il rientro in maglia giallazzurra non è stato solo una scelta professionale, ma anche di cuore. Lo stesso Lucioni ha spiegato: «Ho grande stima di Angelozzi e Stirpe. A Frosinone ho ricevuto e dato tanto affetto. Non potevo dire no».
Con la sua esperienza e il suo carisma, Lucioni rappresenta un elemento chiave per le speranze di salvezza del Frosinone. Il suo ritorno in campo ha già dato nuova linfa alla squadra, che ora punta a risalire la classificazione e allontanarsi dalle zone pericolose.


