Il presidente della Figc a Radio 24: “Chiederemo di arrivare fino alla metà di luglio. Ipotizziamo di partire il 3 maggio. Per il calcio un danno da 700 milioni di euro”
Gabriele Gravina torna a parlare. Sono giorni in cui il numero uno del calcio italiano rilascia dichiarazioni nel tentativo di trasferire qualche certezza ai numerosi tifosi. Le ultime parole le ha rilasciate a Radio 24 nel corso delle trasmissione Tutti convocati. “I campionati nazionali hanno la priorità : con l’Uefa siamo stati chiari. La deadline del 30 giugno dovrebbe essere sufficiente, altrimenti, assieme alla Federazione spagnola, chiederemo di sforare entro massimo il 15 luglio“.
Il presidente della Figc indica anche la possibile data per ricominciare. “A una non ripartenza non la voglio nemmeno pensare, significherebbe che ci sarebbe molto da preoccuparsi per l’intero Paese. Sono fiducioso e noi ipotizziamo di ripartire il 3 maggio, in modo da concludere tutti i campionati per il 30 giugno“. Infine Gravina fa un passaggio sui danni economici per il mondo del calcio. “Al momento siamo attorno ai 170-200 milioni ma con il blocco dei tornei si arriva attorno ai 700 milioni di danni effettivi. Ora si sta discutendo e credo che non possa essere un tabù parlare di taglio dei stipendi. L’emergenza vale per tutti e il mondo del calcio deve avere la capacità di cambiare”.



Questo soggetto ancora non si è reso conto di quello che sta accadendo…è fuori al mondo…mah
Speriamo si ridimensioni il calcio , quantomeno nei soldi spropositati che si danno a giocatori a scapito di tanta gente che meriterebbe molto altro . E anche la disparità allucinante che esiste con i giocatori di b e per non parlare di c e d e infine quella bellissima categoria dei procuratori che guadagnano cifre davvero assurde e imbarazzanti.
Gravina pensa ad andare in pensione