Con la richiesta ufficiale e protocollata al Comune di Cosenza da parte della Db Rossoblu Luzzi di giocare le gare casalinghe al Marulla, si apre un dibattito sulle formazioni del dilettantismo cosentino. Tra Eccellenza e Promozione sono sette le squadre dell’hinterland che puntano a ben figurare nei rispettivi campionati. Molte di loro, però, devono fare i conti con le difficoltà legate agli impianti sportivi.
Il caso più eclatante è quello della capolista del campionato di Eccellenza, la Db Rossoblu Luzzi, che da due anni non gioca più al San Francesco di Contrada Gidora. Nella scorsa stagione la squadra guidata dal presidente Gencarelli aveva disputato le gare interne al Romolo Di Magro di Taverna di Montalto Uffugo, impianto ora chiuso per lavori di riqualificazione. In questo avvio di stagione i rossoblu giocano le partite casalinghe al Rocco Reda di Aprigliano, grazie a una deroga della Lnd Calabria dovuta alle misure del terreno di gioco. Nelle scorse ore il club ha chiesto al Comune di Cosenza di poter disputare cinque gare al Marulla, a partire da quella del 29 novembre contro l’Admo Pro Pellaro.
Le difficoltà non riguardano solo la compagine luzzese. Il terreno di gioco della Morrone non è in condizioni ottimali e i lavori per il nuovo manto dovrebbero partire a fine stagione. A Bisignano la situazione è paradossale: due squadre di Promozione sono costrette a giocare, una al Marca e l’altra sul campo della Soccer Montalto. A Rende, invece, le strutture hanno riaperto al pubblico solo da poco con diverse gare giocate a porte chiuse.
Anche il Cus Cosenza ha dovuto traslocare a causa dei lavori di semina sul campo dell’Università. La formazione maschile si è spostata nella vicina San Fili, mentre la squadra femminile ha giocato addirittura a Diamante. Una situazione provvisoria: la struttura universitaria, pur con un terreno di gioco ben curato, non può utilizzare la tribuna e ospita spesso le gare a porte chiuse.


