La possibile cessione del Cosenza Calcio continua ad alimentare interrogativi sul futuro della società rossoblù. L’incontro di sabato 7 novembre a Reggio Calabria, inizialmente accolto con un certo ottimismo per l’apertura ufficiale di una trattativa, presenta alcuni aspetti che meritano di essere chiariti, a partire dalla composizione dei partecipanti e dall’effettivo coinvolgimento dell’attuale proprietà.
Eugenio Guarascio, presidente onorario del Cosenza Calcio, non ha preso parte personalmente alla riunione. Un dettaglio importante, che rettifica quanto precedentemente riportato e sul quale è doveroso riconoscere l’inesattezza dell’informazione diffusa. La rapidità con cui vengono raccontati gli sviluppi di una vicenda non deve compromettere la precisione della cronaca. Per questo motivo, è opportuno rivolgere le dovute scuse ai lettori.
A rappresentare la posizione della proprietà durante l’incontro è stato l’avvocato Francesco De Sensi, legale di fiducia di Guarascio, al quale sono state illustrate le proposte relative al possibile passaggio di proprietà del club.

Le due proposte di Lamacchia e il ruolo di Tridico
Al centro della riunione è intervenuto Bonaventura Lamacchia, portavoce degli interessi di due imprenditori originari del territorio cosentino, attivi economicamente nell’Italia centrale. L’ingegnere ha presentato due differenti proposte finalizzate ad avviare un percorso che potrebbe condurre alla cessione della società calcistica. L’interlocutore individuato per ascoltarle è stato Francesco De Sensi, chiamato a raccogliere gli elementi dell’operazione e a rappresentare le posizioni della proprietà.
Un altro elemento significativo riguarda la partecipazione dell’europarlamentare Pasquale Tridico, presente su esplicita richiesta dello stesso Lamacchia. La presenza dell’esponente politico avrebbe avuto una funzione di garanzia nell’ambito del confronto tra le parti, con l’obiettivo di accompagnare una fase particolarmente delicata per le prospettive societarie del Cosenza. Il coinvolgimento di Tridico conferisce all’incontro un rilievo ulteriore, ma non costituisce, di per sé, una garanzia sulla conclusione positiva della trattativa.
L’assenza di Guarascio e gli interrogativi sulla vendita
L’aspetto che maggiormente alimenta le perplessità riguarda proprio la mancata partecipazione diretta di Eugenio Guarascio. La scelta di affidare il confronto al proprio legale può rientrare nelle normali modalità di gestione di una trattativa societaria. Tuttavia, nel contesto della vicenda rossoblù, l’assenza del presidente onorario lascia aperti interrogativi sull’effettiva disponibilità della proprietà a procedere verso una cessione definitiva.
Il ruolo attribuito a Francesco De Sensi diventa quindi centrale. Sarà necessario comprendere quale margine di autonomia sia stato riconosciuto all’avvocato e soprattutto se le proposte ricevute possano tradursi in un negoziato concreto. La mancata presenza di Guarascio potrebbe inoltre consentire alla proprietà di mantenere una maggiore distanza rispetto agli sviluppi del confronto. Nell’eventualità di un esito negativo, molto probabile, potrebbero infatti emergere differenti interpretazioni sulle indicazioni fornite al legale e sulla portata degli impegni assunti durante la riunione.
Si tratta di uno scenario possibile, non di una circostanza accertata, che contribuisce comunque a spiegare le riserve sull’evoluzione dell’operazione. Il tutto per far sì che il legame di amicizia tra Guarascio e lo stesso Tridico non venga intaccato.

Dall’ottimismo iniziale alle incertezze sul futuro rossoblù
Le aspettative maturate nelle ore immediatamente successive all’incontro rischiano dunque di ridimensionarsi. L’apertura di un tavolo di confronto rappresenta certamente un passaggio nella vicenda societaria, ma la presentazione di due proposte non equivale all’esistenza di un accordo per la vendita del Cosenza Calcio. Restano da chiarire diversi aspetti, a cominciare dalla reale disponibilità della proprietà ad approfondire le offerte e dalla possibilità che il confronto prosegua con interlocuzioni dirette. Vedremo se, come si sonodetti, la prossima settimana ci sarà un nuovo incontro.
Anche la presenza di una figura istituzionale come Pasquale Tridico, pur rappresentando un elemento di attenzione nei confronti della vicenda, non modifica la necessità di ottenere riscontri concreti sulle intenzioni delle parti. Le perplessità riguardano soprattutto Guarascio, la cui volontà di separarsi dal club continua a essere oggetto di dubbi. La sensazione che la proprietà non intenda realmente procedere alla cessione resta forte, ma dovrà essere verificata attraverso le successive decisioni societarie.
Cosenza Calcio, la trattativa attende segnali concreti
La giornata di sabato 7 novembre potrebbe quindi rappresentare soltanto l’avvio di un confronto destinato a incontrare nuove difficoltà. L’ingegnere Lamacchia ha portato all’attenzione della controparte due manifestazioni d’interesse, mentre l’avvocato De Sensi ha assunto il ruolo di interlocutore della proprietà. Tridico ha partecipato con una funzione di garanzia richiesta dal promotore delle proposte.
Il nodo principale rimane però la posizione di Eugenio Guarascio, assente all’incontro e chiamato, nei fatti, a determinare il futuro della possibile operazione. Senza una manifestazione inequivocabile della volontà di vendere e senza ulteriori passaggi negoziali, l’ottimismo iniziale potrebbe lasciare spazio a un crescente scetticismo.
La vicenda resta pertanto aperta, con una distinzione fondamentale: da una parte l’interesse manifestato da potenziali acquirenti, dall’altra una disponibilità alla cessione che, allo stato delle informazioni disponibili, non appare ancora sufficientemente definita.


