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Ex Cosenza, De Angelis: “Il calcio è un lavoro, c’è gente che non arriva a fine mese”

Lo sfogo dell’allenatore: “Leggo opinioni di gente che afferma che sia giusto non pagare i giocatori, ma non tutti sono Ronaldo”.

Duro sfogo social di Stefano De Angelis, allenatore del San Luca e precedentemente tecnico e vice-tecnico del Cosenza: “Mettetevi in testa che il calcio dalla serie A ai dilettanti per quasi tutti i calciatori è si un divertimento ma anche un lavoro. Da sempre che sono sui vari social, leggo post di gente (spesso non solo tecnici e qui per me parlo di gente frustrata) contro allenatori, calciatori, direttori che guadagnano “ingiustamente” milioni di euro (non tenendo poi in considerazione che ci sono anche categorie dove si campa al mese)”.

“Leggo commenti, anche e soprattutto di questi tempi, contro il mondo del calcio per cui a Ronaldo e Chiellini decurtarsi lo stipendio non cambi nulla. Vero, anzi verissimo!! Ma che c…. poi ne sapete della serie C della serie D per non parlare delle categorie ancora più basse dove veramente ci sono ragazzi e padri di famiglia che non arrivano a fine mese. E per molti di voi competenti è giusto non pagarli perché sono sotto la denominazione “calciatori”?? In tempi antecedenti il corona virus sui vari post che leggevo il 90% era per giudicare la figura del calciatore o allenatore che volente o nolente era lì per farvi divertire, incazzare, piangere, gioire ma senza intaccare la vita e la salute vostra e dei vostri familiari, e pochi ma veramente pochi, post su chi ci governa e gioca con le nostre vite. Allora è giusto tutto questo!! Scusate lo sfogo, è un mio pensiero che potrebbe o non potrebbe piacere”. 

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