Dunque: con il Potenza si doveva vincere, con la Cavese pure a Giugliano la prestazione fino al 3-2 stava tutta dalla parte del Cosenza. E poi la prestazione «molto vicina alla perfezione» nella gara con la Scafatese, che a sentire Coppitelli ha un organico e un parco attaccanti che nemmeno il… Real Madrid! Un’altra partita che si meritava di vincere, ha raccontato il tecnico. A rivedere le statistiche del match, però…
Insomma facendo due conti, il dopo gara dello Scida di sabato pomeriggio vorrebbe farci ingoiare l’ennesima vagonata di finto ottimismo. Ovviamente con annesso fumo negli occhi di questo inizio di stagione. Dunque: mancano almeno 8 punti, che aggiunti ai 2 raccolti in 6 partite farebbero 10. Ovvero quarto posto a un tiro di schioppo dal podio.
Peccato che la realtà dica tutt’altro. Non ci si può aggrappare alle piccole variabili che minano la tranquillità della squadra. Così come, caro Coppitelli, non basta dire che lei è stato un buon profeta nell’anticipare che per il Cosenza sarebbe stato un campionato complicato. C’è chi, come noi, lo aveva capito molto prima di lei e, purtroppo, da anni.
Alcune affermazioni non fanno altro che certificare la complicità di una retrocessione che sembra essere stata studiata a tavolino e progettata dal duo Scalise–Guarascio. I quali, ovviamente, hanno avuto la grande intuizione di trovare la coppia giusta che li accompagnasse in questo drammatico viaggio: Lucioni-Coppitelli.
Intanto il profeta romano ha già impacchettato il prossimo alibi. Contro il Bari e poi il 4 ottobre con il Foggia mancherà Pascalau convocato dalla Romania. Un’assenza pesantissima perché a parte il giovane Cogoni non ci sono altri difensori centrali di ruolo. Anche se si tratta pur sempre dell’ex capitano della Primavera del Cagliari come ha sottolineato il direttore sportivo, primo vero colpevole dello scempio a cui si sta assistendo. E dire che il giovane Rocco, uno dei migliori profili del settore giovanile, è stato mandato via in fretta e furia in Serie D a Francavilla dove sta disputando un inizio di stagione da grande protagonista.
Dunque senza Pascalau (e forse anche Palazzino…) si può pure perdere. Ci sta. Ma se ci fossero stati loro certamente il Cosenza le avrebbe anche potute vincere le prossime due partite, nonostante di fronte ci saranno altre corazzate. Che poi valla a trovare una sola squadra nel Girone C di Serie C che rispetto al Cosenza costruito da Lucioni non sia una corazzata!
La nuda e cruda realtà racconta di una squadra destinata alla retrocessione in Serie D. Con l’abile regia del presidente del Consiglio di amministrazione assieme al presidente onorario e due attori protagonisti quali il direttore sportivo e l’allenatore. Il conto alla rovescia verso il baratro è appena cominciato. O meglio, da buon profeta qual è stato Federico Coppitelli da Roma sull’orlo del precipizio il Cosenza c’era già sin dai primi giorni di ritiro…




Finalmente un commento efficace, il doppio duo guarascio-Scalise e coppitelli-lucioni indegni di qualsiasi forma di rispetto. Stanno offendendo Cosenza e i cosentini, si dovrebbero vergognare e non farsi più vedere!!! Purtroppo fino a quando hanno avuto da rubare lo hanno fatto, ora non venderanno mai perché non possono evidentemente, forse rischiano anche penalmente qualcosa, vai a saperlo… Unica soluzione per sganciarci da questo schifo è una nuova squadra, in qualsiasi campionato… e qui casca l’asino.. voglio vedere i vari Rota, Citrigno & company dove sono, cosa fanno.. questi grandi innamorati e tifosi del cosenza. Mi auguro vivamente di essere smentito. Forza lupi SEMPRE
Una grande responsabilità in tutta questa storia del Cosenza calcio c’è l’ha la politica spicciola locale, oltre ai sognori che hanno consentito a questa società di rilevare a costo zero il Cosenza calcio e lucrarci, l’attuale sindaco che nel suo stile continua a fare gli interessi della società di proprietà di Guarascio. Bisogna comunque constatare che i fantomatici imprenditori (prenditori) locali, non sono stati in grado di mettere su una nuova società acquistando qualche titolo sportivo disponibile, per isolare definitivamente l’attuale società che non rappresenta la città di Cosenza e ne i tifosi che fa due anni non possono più tifare per la squadra del cuore che non esiste più. Tutto quanto fa parte dell’immobolismo che governa la mentalità provinciale di quedya città. Mi auguro che qualche imprenditore più avveduto si faccia avanti perché Cosenza è una piazza calcisticamente importante con un blasone glorioso che non può essere più disonorato da persone abiette e cialtroni .
Perfetto