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“Noi che amiamo l’idea del Cosenza, la nostra passione”

Lettera aperta di un tifoso dei Lupi indirizzata al presidente Guarascio: “Chiediamo generosità e rispetto per il popolo rossoblù…”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di un tifoso, uomo di legge che scrive semplicemente da innamorato della squadra della sua città. E che parla a nome di una grande fetta del popolo rossoblù. Che pubblichiamo integralmente. “Illustre presidente Guarascio, le scriviamo solo ora all’esito della vicenda giudiziaria che ha condotto alla riammissione del Cosenza in serie B. Si tratta di un risultato che va integralmente ascritto a lei e al suo modo di tenere i conti della società per la quale, ancora oggi, sentiamo un trasporto quasi irrazionale”.

“Noi, in verità, amiamo l’idea del “Cosenza“; amiamo questi due colori che forse cromaticamente non sono perfetti nel loro abbinamento, ma che per noi sono i più belli del mondo. Amiamo questi due colori perché rappresentano la nostra città, la nostra storia, i nostri sogni di bambini, colorati anche in bianco e nero per quelli che ricordano la polvere dell’Emilio Morrone, le domeniche in giacca e cravatta di un popolo festante…”.

“Amare il Cosenza significa amare l’idea di un popolo che vive attorno a questa passione da più di un secolo. Molti di noi conservano il ricordo di essere stati condotti allo stadio dalla mano dei propri padri, in un gesto di accompagnamento che ci immetteva in un mondo fantastico. I rumori, i profumi, lo scenario di uno stadio pieno e festante che si ritrovava attorno ad un rettangolo verde sul quale correvano i nostri sogni di ragazzi”.

“Qualcuno di noi ha avuto anche la fortuna di calpestare l’erba del San Vito Marulla e conserva ancora la memoria di quel lungo corridoio che introduce in un luogo quasi sacro, la cattedrale che celebra la nostra passione. Siamo uomini e donne ormai maturi, forse ingenui nel pensare che possa essere spiegata una passione che ha dell’indicibile”.

“Sappiamo bene che non alzeremo mai la coppa dei campioni, che non vinceremo mai il campionato di serie A, che ci sarà sempre qualcuno più forte di noi. Eppure continuiamo a sperare e a soffrire, proprio perché siamo “noi”. È in quel “noi” la meravigliosa follia di questa passione che non si spegne mai… Non ci si sottrae a questa comunità che ricorda i nomi di giocatori sconosciuti, un gesto tecnico di Donetti, un cross di Palazzotto, un gol di Marulla”.

“Siamo donne e uomini che conoscono il mondo, vengono costantemente a contatto con le miserie e le meschinità di questo tempo; sappiamo che il calcio non è affatto quel posto incantato che sogniamo. Sappiamo che contano il danaro, le dinamiche più o meno opache che conosciamo ed intuiamo; e sappiamo che è giusto e doveroso che chi immette le risorse abbia il diritto di decidere come condurre l’impresa”.

“Ma siamo altrettanto consapevoli che un calcio che vive solo di questa meschinità non ha nulla da dire al nostro popolo. Il calcio senza passione, senza il suo popolo, non serve. Nel riconoscere ancora una volta i suoi meriti per la estrema correttezza nella gestione societaria, siamo qui a chiedere con fermezza generosità e rispetto per questa passione e per questo popolo che ama senza limiti i due colori della sua storia”.

“Forza Lupi!”.

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