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Lombardo: “Sono molto legato a Cosenza. Quanto sconforto per quella retrocessione…”

L’ex terzino rossoblu, con un passato importante con la maglia della Salernitana, ha ricordato in esclusiva ai nostri microfoni anche quel maledetto palo contro l’Udinese: “Due centimetri che potevano cambiare la storia di una società e di una città, ma non mi porto dietro rimpianti…”

Anni d’oro a Cosenza, quando in campo scendeva gente del calibro di Claudio Lombardo. Quella squadra, alla fine degli anni ’80, sfiorò la doppia promozione dalla C1 alla A, roba da far accapponare la pelle. Simoni, l’indimenticato Bergamini, De Rosa, Urban, Venturin, insieme con Giorgi in panchina, erano solo alcune delle individualità che componevano quella meravigliosa compagine, capace di alimentare nei tifosi rossoblu il sogno della massima serie. E proprio Lombardo, in esclusiva ai nostri microfoni, racconta i bellissimi anni nella città bruzia: “Sono legatissimo a Cosenza, lì mi sono formato come uomo e come persona. Ho avuto molto, rispetto alle cose negative ne ho avute tantissime altre positive. Ho tanti amici in città, grazie ai social posso mantenere i contatti. Sono molto felice di aver partecipato ad un pezzo di storia cosentina”.

I tifosi un po’ più grandi ricorderanno quel maledetto palo nella partita contro l’Udinese proprio nella stagione 1988/89: il risultato finale fu 0-0, con un punto in più i Lupi sarebbero stati promossi in Serie A. “Il tempo sistema tutto, quando passano gli anni rimane un buon ricordo. Una cosa del genere te la porti avanti per mesi, due centimetri potevano cambiare la storia di una società e di una città” ricorda Lombardo, che poi aggiunge: “Rimpianti non me ne porto dietro, ho la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile. Sono soddisfatto della esperienza nella città bruzia”.

Poi l’esperienza a Salerno, dove la squadra di Braglia concluderà domani il campionato. Il destino beffardo ha voluto che Lombardo, alla sua prima esperienza in maglia granata, retrocedesse in Serie C nello spareggio contro il suo vecchio amore Cosenza: “A Salerno sono andato dopo cinque anni in rossoblu, abbiamo fatto un’ottima stagione in Serie B. Poi, in quel maledetto spareggio, è capitato che perdessimo fatalmente proprio contro il Cosenza con un gran gol di Marulla. In quel momento, come qualsiasi altro calciatore, scesi in campo e dimenticai tutto il mio passato, giocando al massimo. Ci fu parecchio sconforto per quella retrocessione”.

 

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